Scuola, nomine supplenti a rilento: Lucia Azzolina "commissaria" l'ex ministro Bussetti ora provveditore a Milano. I sindacati: «Mossa politica»
di Loreno Loiacono

Scuola, nomine supplenti a rilento: Lucia Azzolina "commissaria" l'ex ministro Bussetti ora provveditore a Milano. I sindacati: «Mossa politica»

Scintille a Milano per il “commissariamento” dell’ufficio scolastico: il ministero dell’istruzione, guidato dalla ministra Lucia Azzolina, ha infatti inviato 3 commissari negli uffici dell’ex provveditorato guidato dal direttore Marco Bussetti, ex ministro all’istruzione (leghista) del primo Governo Conte.

Il motivo? Le nomine delle supplenze procedono a rilento. I tre commissari restano tre giorni e vanno via. Ma per i sindacati, schierati con Bussetti, si è trattato solo di “un attacco politico

Le nomine dei supplenti vanno a rilento a Milano, come in altre regioni di Italia. A complicare l’avvio dell’anno scolastico, segnato dal Covid, sono state la mancanza di docenti da assumere e la rinuncia alla supplenza da parte di tanti candidati. Ma sono intervenuti anche molti errori da correggere nelle graduatorie provinciali dei supplenti, le cosiddette Gps, volute dalla ministra Azzolina che con la digitalizzazione del sistema avrebbe voluto invece velocizzare l’iter. Per il prossimo anno, quando il sistema andrà a regime, sarà probabilmente tutto più snello. Quest’anno però l'ingranaggio si è incastrato.

A Milano sono arrivate in tutto 112.750 domande di supplenza: una quantità impressionante rispetto, ad esempio, alle 120mila che hanno interessato tutta la regione del Veneto.

Le domande sono state “lavorate” e, stando a quanto dichiarato dallo stesso Bussetti, entro la fine della settimana, forse anche giovedì, le operazioni di nomina termineranno.

Ma in questa fase di false partenze, il ministero dell’istruzione ha voluto vederci chiaro inviando tre commissari che, da venerdì fino ad oggi, hanno preso servizio negli uffici di Milano con l'intenzione di velocizzare le procedure di nomina.

Un gesto che non è andato giù agli impiegati né al diretto interessato, Marco Bussetti, che dati alla mano replica che la situazione a Milano, nonostante la grande mole di lavoro da svolgere, è migliore rispetto a tante altre regioni italiane: “Non esiste un caso Milano, né un caso Lombardia - assicura infatti l’ex ministro di viale Trastevere -  in tutte le regioni d’Italia sono ancora in corso le nomine. In rapporto alle proporzioni di Milano, posso ribadire che abbiamo sicuramente una performance superiore a tante altre realtà”.

Al suo fianco ci sono infatti anche le Rsu dell’ufficio che, in una lettera aperta, esprimono il loro disappunto verso l’invio dei commissari: “L’Ufficio Scolastico di Milano è diventato ormai sede di attacchi politici e personali senza precedenti che hanno colpito ingiustamente non solo il Dirigente, ma tutti i lavoratori”.

E aggiungono: “I lavoratori da oltre 45 giorni (festivi compresi) si sono sottoposti volontariamente a massacranti turni quotidiani che vanno oltre le 12 ore - concludendo - Si è sempre sperato che qualcuno mandasse “aiuti” per incrementare la pianta organica dell’UST di Milano ormai ridotta al solo 40% e invece i lavoratori si ritrovano con un ufficio “commissariato”. È con questa moneta che il personale dell’UST di Milano si è vista ripagare dal Ministero di appartenenza”.

Sulla stessa linea anche lo Snals scuola di Milano: “La situazione era già sotto controllo - ha spiegato il segretario Massimiliano Sambruna-  non c’erano le condizioni per mandare gli ispettori a Milano, è stata un’azione strumentale, a fini politici”.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Ottobre 2020, 19:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA