Didattica a distanza, alle superiori si farà al 75%. Ma non in tutte le regioni sarà così

Didattica a distanza, alle superiori si farà al 75%. Ma non in tutte le regioni sarà così

Il nuovo Dpcm del 24 ottobre introduce la didattica a distanza obbligatoria alle scuole superiori per almeno i 3/4 dell'orario. Ma in alcune regioni si arriverà addirittura alla chiusura totale di licei, tecnici e professionali. Ecco quel che si sa al momento. 

 

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Il Dpcm del 24 ottobre ha mescolato nuovamente le carte, anche per il mondo dell'istruzione. In parte, sembra quasi di essere tornati indietro di otto mesi. Alle scuole superiori, infatti, la didattica a distanza dovrà coprire almeno il 75% dell'orario di lezione. Una novità che sta creando non poca confusione tra gli studenti, tra i docenti, nelle famiglie, ai dirigenti scolastici. Proprio per questo è stato dato agli istituti un'ulteriore giornata, rispetto all'entrata in vigore del decreto, per cercare di organizzarsi. Anche perché la competenza sulle scuole superiori è regionale e, come sottolinea Skuola.net, la situazione non è uguale dappertutto. Vediamo, dunque, in quali aree del Paese la copertura della DaD potrebbe raggiungere presto il 100% del monte ore (ma da qualche parte questo è già realtà).

Nuovo Dpcm: quando sarà attivo per le scuole?

Come detto, per la scuola il nuovo decreto – in base a quanto comunicato dal ministero dell’Istruzione - entrerà in vigore il 27 ottobre. E se alle elementari e nelle scuole dell’infanzia si continuerà a svolgere lezione in presenza, gli istituti di secondo grado dovranno invece incrementare il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota “non inferiore al 75% delle attività”, modulando ulteriormente la gestione degli orari d'ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo, come già era necessario prima, che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9,00.

Lombardia: Dad al 100%

Ma, ad esempio, in Lombardia la soglia minima indicata dal Governo è già superata. Il governatore Fontana aveva, infatti, già emesso un’ordinanza che prevedeva la Dad al 100%: «Il nostro compito – ha spiegato Fontana – è tutelare la salute», assicurando però che la chiusura delle scuole sarà un breve periodo. Dunque ancora non è chiaro se la Lombardia, nel corso delle prossime settimane, intenda seguire la linea governativa, facendo un passo indietro e riaprendo le scuole con Dad al 75%.

Campania: chiuse di nuovo le elementari

In Campania, De Luca, dopo aver in un primo momento chiuso tutte le scuole, riaprendo poi alla possibilità di far tornare in presenza le scuole elementari, ha infine deciso di chiudere di nuovo e di portare la Dad nella regione al 100% per le scuole primarie e secondarie, allineandosi così alle decisioni della Lombardia.

Puglia, verso un passo indietro?

In Puglia, invece, ancora oggi le scuole sono rimaste in totale didattica a distanza. Ma il presidente della regione, Emiliano, ha firmato l’ordinanza per ardi al Dpcm, decretando il ritorno dell’attività in presenza con il 25% degli alunni in classe e il restante 75% in Dad.

L'Emilia-Romagna vorrebbe solo lezioni online

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, è notizia di questo weekend che il governatore Bonaccini aveva chiesto al Governo di portare la didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e per l’università. Tuttavia, nessun decreto è ancora stato emanato dal presidente di regione per inasprire le quote stabilite dal Dpcm.

La Toscana chiedeva meno didattica a distanza

E se Bonaccini chiedeva la Dad al 100%, di diverso avviso è Giani, presidente della regione Toscana, che durante i colloqui sul nuovo Dpcm aveva proposto una didattica a distanza per le scuole superiori solo al 50% ma estesa fino a Natale. Ma anche in questo caso nessun’altra comunicazione è stata diramata su cambi di programma rispetto al decreto.

Nel Lazio si cambia ancora

Infine, anche il Lazio aveva disposto la Dad al 50% per le scuole superiori; tuttavia con l’ultimo Dpcm questa percentuale dovrà inesorabilmente salire al 75%; a meno che la regione non emani provvedimenti ulteriormente stringenti.

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Ottobre 2020, 16:50
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