Coronavirus, scuole chiuse: poche lezioni online, prorogato il divieto per i viaggi d'istruzione
di Lorena Loiacono

Coronavirus, scuole chiuse: poche lezioni online, prorogato il divieto per i viaggi d'istruzione

Primo giorno di stop alle lezioni per gli studenti: le scuole e le università si sono messe in moto per limitare i disagi ma il rischio è che la didattica perda troppo tempo. Si corre ai ripari con le lezioni a distanza, che in tanti casi sono partite zoppicando, e all'università gli esami e le tesi di laurea andranno avanti ma a numero chiuso.

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Adesso, soprattutto per la scuola, parte la conta dei giorni di lezione: il ministero ha garantito che l'anno scolastico non sarà invalidato ma, qualora la sospensione della didattica dovesse andare avanti oltre il 15 marzo, sarà necessario pensare a una didattica online che vada a regime in tutte le scuole di Italia. In molti istituti si sta mettendo in moto, in altri è ancora al palo.

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Secondo un sondaggio di Skuola.net, che ieri ha interpellato gli studenti nel primo giorno di lontananza dalla didattica, per 7 ragazzi su 10 sono state subito attivate formule di smart learning. Lo strumento più usato, soprattutto nelle scuole medie, è il registro elettronico con le sue funzionalità avanzate. C'è poi circa un 30% che racconta di aver usato anche le piattaforme dedicate alla didattica online, per creare lezioni interattive in video-conferenza. Molti però assicurano che, in pratica, quasi sempre ci si limita a inviare compiti ed esercizi da svolgere.

Sono ancora poche le lezioni online, intese come spiegazioni da parte del docente. In un caso su 5 i professori hanno proceduto ad effettuare anche verifiche e interrogazioni a distanza.

Intanto nelle nuove disposizioni in materia di contrasto al coronavirus, è stato prorogato il divieto di partire per i viaggi di istruzione: il veto alle gite, inizialmente posto al 15 marzo, è stato fatto slittare di due settimane. Fino al 3 aprile quindi nessuno dovrà muoversi. Un'indicazione legata all'innalzamento dell'allerta e delle misure di contenimento. Non è escluso che lo stesso possa accadere anche alla sospensione della didattica. In merito agli edifici, rimasti aperti e quindi con la presenza del personale ata, come bidelli e segretari, i sindacati sono sul piede di guerra: «Si tratta di 200mila persone che sono in servizio senza la didattica denuncia Marcello pacifico dell'Anief - è uno spreco, per questo avevamo chiesto che le scuole chiudessero».

Nelle università fuori dalle zone rosse i corsi sono sospesi, ad esclusione dei tirocini e delle specializzazioni per gli aspiranti medici, mentre esami e discussioni di laurea procedono seppur nel rispetto dei vincoli posti dal ministero della salute: c'è chi controllerà che i candidati agli esami non siano assemblati nelle stesse aule, scadenzando nuovi appelli e chi ammetterà come ospiti alle discussioni solo un numero ristretto di amici e parenti. Due per ogni candidato.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 6 Marzo 2020, 08:31
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