Maturità 2019, Montanari tra le tracce. Salvini furioso: «Insultò Fallaci e Zeffirelli, si dimetta»

Maturità 2019, Montanari tra le tracce. Salvini furioso: «Insultò Fallaci e Zeffirelli, si dimetta»

La scelta di inserire un libro di Tomaso Montanari, storico dell'arte e saggista fiorentino, nelle tracce dell'esame di maturità 2019 (prima prova), non è piaciuta al vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Montanari? Finché questo triste snob di sinistra insulta me, amen. Ma quando arriva a infangare due grandi come Fallaci e Zeffirelli, siamo al delirio. Che lasci ogni incarico pubblico e chieda scusa all'Italia», ha detto il leader leghista. Il motivo dell'astio verso Montanari è un tweet scritto da quest'ultimo dopo la morte del regista Franco Zeffirelli.

Maturità 2019, le tracce della prima prova

Tomaso Montanari, critico d’arte, professore a Siena e “antifascista sempre” come rivendica spesso, aveva scritto su Twitter poco dopo la morte del regista: «Si può dire che il #maestro Scespirelli era un insopportabile mediocre, al cinema inguardabile? E che fanno senso gli alti lai della Firenzina, genuflessa in lutto o in orbace, ai piedi suoi e dell’orrenda Oriana? Dio l’abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. Amen». Anche Fratelli d'Italia, per bocca del deputato Federico Mollicone, capogruppo in commissione Cultura e Istruzione alla Camera, aveva criticato la scelta di Montanari: «L'inserimento nella prova di maturità di quest'anno della traccia di Tomaso Montanari è indecente - ha detto Mollicone - Dietro la maschera rassicurante dello storico dell'arte si cela un esponente politico dell'ultrasinistra: a tutti gli effetti, un grillo-comunista astioso che ha appena pensato bene di oltraggiare il grande maestro Zeffirelli e la giornalista Fallaci insultandone le opere e le figure». «Che bell'esempio per i nostri studenti. Il Ministro Bussetti sceglie la commissione: la rinomini o riveda i criteri di selezione delle tracce. Ci chiediamo se la commissione sia stata nominata col metodo Cancelli», conclude il deputato. 

LA RISPOSTA DI MONTANARI Alle polemiche e alle richieste di sue dimissioni, lo storico dell'arte ha replicato oggi sul Fatto Quotidiano: «Noto che tutti costoro chiedono a gran voce le mie dimissioni da organismi scientifici di nomina universitaria o ministeriale. Mi spiace deluderli, ma gli articoli 21 e 33 della Costituzione consentono di dire quello che si pensa, e di dare i giudizi artistici e morali che si ritengono opportuni. E uno ha tutto il diritto, e perfino il dovere se insegna, di dire: 'No, non mi piace il presepe' (oh, è una citazione anche questa: prima che mi denuncino all'Inquisizione e mi consegnino al braccio secolare)».

Sul tweet Montanari ha spiegato che «non ci sono offese né insulti. Sarcasmo, certo. Tipicamente fiorentino anche quello. E più verso i devoti, suoi e della Fallaci che non verso lo scomparso. E non senza un augurio di resurrezione celeste (espresso con una formula fiorentina, anch'essa ironica: ma dolcemente ironica), e con la rassegnata (amen) presa d'atto della glorificazione terrestre».

Mercoledì 19 Giugno 2019, 14:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA