Maturità, il linguista Serianni: «Errori gravi, effetto frullatore sullo studio»
di Lorena Loiacono

Maturità, il linguista Luca Serianni: «Errori gravi, effetto frullatore sullo studio»

Luca Serianni, linguista e coordinatore del gruppo di studio che ha formulato il nuovo esame di Maturità: ha mai sentito dire che D'Annunzio era un estetista o un poeta water?
«Questi strafalcioni fanno quasi ridere, però ribadisco il quasi. Sono a metà tra il divertito e il preoccupato».
Perché questi ragazzi verranno tutti promossi?
«Sarà così anche quest'anno. Da un lato voglio dire che si tratta di casi isolati. Dall'altro, nella preparazione dei candidati esiste un effetto centrifuga».
Che significa?
«Quando la preparazione non è approfondita, si mettono tutti i dati in una specie di frullatore. Da cui poi escono pezzetti scollegati tra loro. E non riguarda solo i maturandi».
Anche gli adulti?
«Mi capita di seguire quelle trasmissioni pre-serali, stile quiz, in cui immagino che i concorrenti siano stati selezionati. Eppure a volte danno risposte che suscitano allarme. Esiste un'ignoranza preoccupante soprattutto in Storia. La materia non è più tra i temi della maturità ma deve restare ben salda tra i banchi di scuola».

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I ragazzi non conoscono le cariche dello Stato...
«E' grave, significa che si disinteressano di politica e attualità. Su questo potrà far qualcosa lo studio di Cittadinanza e Costituzione».
Lei promuoverebbe chi fa simili strafalcioni?
«Alla Maturità per la promozione si tiene conto anche degli ultimi tre anni delle superiori. Comunque darei una penalizzazione importante in termini di voti».
Tutta colpa dell'uso smodato dei social?
«Non direttamente. I social limitano la comunicazione, i discorsi tra le persone. Se un ragazzo è abituato a parlare con i coetanei e con gli adulti di politica e di attualità, saprà farlo anche per iscritto o al colloquio alla maturità».
La preparazione dei diplomati sta peggiorando?
«Non credo, questi errori ci sono sempre stati. Ma una volta chi arrivava alle scuole superiori proveniva da famiglie attente allo studio, era già una parte privilegiata della società. Ora, per fortuna, ci arrivano quasi tutti. Ma ci sono anche ragazzi che a casa non hanno mai visto un libro».
Mercoledì 3 Luglio 2019, 05:01
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