Vaccino Covid, Arcuri ammette: «L'elenco dei centri di somministrazione è ancora in divenire»

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L'Italia in colpevole ritardo sulla somministrazione del vaccino contro il coronavirus. Non siamo noi a dirlo, ma è lo stesso Domenico Arcuri, commissario straordinario per l'emergenza, ad ammetterlo.

 

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Nonostante le prime dosi del vaccino sviluppato da Pfizer e BioNTech siano già arrivate in Italia da una settimana, il nostro paese non ha ancora completato la lista dei centri per la somministrazione. Lo ha confermato Domenico Arcuri a ZetaLuiss, il portale della scuola di giornalismo dell'università Luiss: «L'elenco completo è ancora in divenire, ragion per cui non si dispone ancora di un'elencazione dei centri vaccinali».

 

Non si tratta di una buona notizia per l'Italia. Anche perché, come ha spiegato Domenico Arcuri citando un documento del Ministero della Salute, l'elenco dei centri vaccinali dipenderà da tre fattori: la quantità di dosi disponibili, il numero delle categorie prioritarie e gli aspetti logistici legati soprattutto alla catena del freddo, necessaria per il trasporto e lo stoccaggio dei vaccini anti-Covid.

 

Come se non bastasse il gap tra l'Italia e gli altri paesi, c'è un altro divario assolutamente inaccettabile: quello tra le varie regioni del nostro paese. Finora in tutta Italia sono state somministrate 45.667 dosi sulle 469.950 giunte finora: meno del 10%. E se la provincia autonoma di Trento ha già somministrato il 34% delle dosi ricevute, la Basilicata ne ha somministrate appena il 2,1%. La Sicilia, che ha ricevuto più dosi del Lazio (46.510 contro 45.805), ha somministrato finora il 5,3% delle dosi, contro il 20,3% già somministrato a Roma e nelle altre province.


Ultimo aggiornamento: Sabato 2 Gennaio 2021, 21:50
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