Stephen Hawking, la previsione choc: «Una razza di super-uomini ci farà estinguere»

di Domenico Zurlo
Lo scorso 14 marzo Stephen Hawking ci ha lasciati, ma i suoi pensieri e le sue previsioni sono ancora molto interessanti. Lo scienziato-genio britannico, scomparso a 76 anni dopo aver combattuto per decenni contro la Sla (bellissimo il film La teoria del tutto, che racconta la sua vita), prima di morire ha scritto un ultimo libro, dal titolo Le mie risposte alle grandi domande, in uscita domani (in Italia per Rizzoli): il libro contiene parecchi spunti interessanti sulla vita futura della razza umana, e anche qualche particolare che ci farà rabbrividire.

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Hawking vede infatti un futuro grigio per l'uomo: secondo lo scienziato, nel futuro gli esseri umani saranno superati da una razza di “superumani” geneticamente modificati, che si miglioreranno da soli senza l’aiuto della natura. «Una volta che questi superumani appariranno, ci saranno problemi significativi con gli esseri umani non migliorati, che non saranno in grado di competere con loro», dice Hawking in un estratto uscito sul quotidiano inglese The Times.

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Lo scienziato afferma che l’uomo così come lo conosciamo «perderà importanza, o potrebbe addirittura estinguersi»: questi superuomini «si auto-progetteranno e miglioreranno loro stessi a velocità costante. Gli uomini invece potrebbero colonizzare altri Paesi e stelle»: ma non tutto per Hawking è perduto, si potranno infatti «usare le tecniche per modificare il Dna per aumentare memoria, resistenza alle malattie e aspettative di vita».

Hawking è morto nel compleanno di Einstein (e nacque a 300 anni dalla morte di Galileo)​



INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RELIGIONE
Hawking indica anche nell’intelligenza artificiale un altro aspetto che potrebbe cambiare le nostre vite: in positivo ma anche in negativo. «Potrebbe essere la cosa migliore ma anche la peggiore mai successa all’umanità - le sue parole - il vero rischio non è la cattiveria ma la competenza». Un’intelligenza artificiale super-intelligente, secondo Hawking, sarebbe «efficace nel raggiungere i suoi scopi ma solo se non saranno in linea con i nostri», altrimenti rischieremmo di fare la fine delle formiche schiacciate sotto i nostri piedi. Mentre sull’esistenza di Dio, uno dei quesiti che lo hanno accompagnato per tutta la vita, lo scienziato risponde: «Se volete potete chiamare le leggi della scienza ‘Dio’, ma non è un dio personale che puoi incontrare e a cui puoi fare domande».
Martedì 16 Ottobre 2018, 11:48
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