Morto Renzo Leonardi, lo scienziato che ha applicato la fisica nucleare alla medicina

Morto Renzo Leonardi, lo scienziato che ha applicato la fisica nucleare alla medicina

TRENTO - Lo scienziato Renzo Leonardi, fisico nucleare e professore emerito dell'Università di Trento, protagonista di importanti innovazioni nel campo dell'apllicazione della fisica nucleare alla medicina, è morto all'età di 79 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Ateneo trentino. «È stato uno dei padri fondatori della fisica a Trento, uno di quegli scienziati che si sono formati lontano, hanno fatto grandi cose e poi hanno deciso di tornare per mettere la propria competenza al servizio della comunità», ricorda il rettore Paolo Collini.

Dopo gli studi universitari a Pisa, alla Scuola Normale Superiore, ha iniziato la carriera accademica come docente di fisica nucleare all'Università, poi a Genova e quindi a Catania, diventando professore nel 1977 a Trento. Da allora Leonardi ha lavorato incessantemente per dar vita a progetti scientifici ambiziosi. L'ultima sua grande sfida, il Centro di protonterapia, è stato da lui ideato e sviluppato: «ha convinto il mondo politico e accademico, ha affrontato tutte le difficoltà logistiche, legate alle tecnologie, ai partner da coinvolgere - spiega Collini - Ha permesso all'Ateneo di avviare una collaborazione intensa e fruttuosa con l'Infn, con la Fondazione Kessler e con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e ha dato vita a una struttura che combina un forte orientamento alla ricerca in fisica medica con l'approccio clinico utile alla collettività». 

«Era una persona piena di interessi, un carattere poliedrico, mai fossilizzato in un unico settore - aggiunge l'ex rettore Davide Bassi - Grande esperto e appassionato di arte, ad esempio. Dal suo entusiasmo è nata una scuola di fisica teorica molto apprezzata a livello internazionale, non solo nel settore nucleare. Ha seminato molto: tanti giovani con il suo sostegno sono cresciuti e si sono affermati come scienziati autorevoli. Non solo uno studioso, è stato un esempio per tanti». Uno di questi amici e colleghi che lo hanno conosciuto e apprezzato è stato Sandro Stringari, che anche grazie al suo aiuto ha proseguito la sua carriera in Trentino. «Tra i suoi grandi meriti, quello di aver fondato nel 1993 l'Ect, il centro di ricerca teorica in Fisica nucleare e aree collegate, che ogni anno a Villa Tambosi attira centinaia di ricercatori e ricercatrici per convegni e progetti di alto valore scientifico. Ha creato un ponte, un collegamento tra la comunità scientifica internazionale e quella dei fisici trentini. In veste di preside dell'allora Facoltà di Scienze, dal 1993 al 1996, fu uno dei primi a intravvedere le potenzialità di sviluppo della biologia a Trento, anche grazie ai suoi contatti illustri, come Rita Levi Montalcini o Renato Dulbecco. Un progetto che è diventato realtà molti anni più tardi».

Sabato 6 Luglio 2019, 19:38
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