Coronavirus, lo studio: «Il decorso della malattia potrebbe dipendere dalla vitamina D»
di Enrico Chillè

Coronavirus, lo studio: «Il decorso della malattia potrebbe dipendere dalla vitamina D»

La probabilità di ammalarsi di Covid-19 dopo il contagio da coronavirus potrebbe dipendere dalla vitamina D. Una teoria già ampiamente avanzata nel corso di questi mesi, ma che ora troverebbe una conferma, seppur parziale, in uno studio spagnolo.

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Lo studio, realizzato dai ricercatori dell'ospedale universitario Marqués de Valdecilla di Santander, ha confermato infatti che, su 216 pazienti ricoverati per Covid-19, l'82,2% presentava una carenza di vitamina D. Nelle persone sane, invece, il deficit di vitamina D si attesta in media intorno al 47,2%. Come se non bastasse, sono state individuate altre analogie tra la carenza di vitamina D e il decorso della malattia: il deficit è più evidente tra gli uomini che tra le donne e chi aveva livelli più bassi di vitamina D soffriva anche di ipertensione e problemi cardiovascolari. Lo riporta 20minutos.es.

Nonostante le indicazioni dei dati siano abbastanza chiare, i ricercatori non si sono esposti troppo nelle conclusioni: «Serviranno studi più approfonditi, non possiamo stabilire al 100% una relazione causale tra i livelli di vitamina D e la gravità del Covid-19 nei pazienti». Sono comunque in corso diversi studi e in Spagna si sta sperimentando una terapia a base di calcifediolo, un preormone in grado di fornire all'organismo un composto della vitamina D. I primi risultati sono incoraggianti. Un gruppo di 50 pazienti su 76 aveva ricevuto il calcifediolo e di questi 50 solo uno (il 2%) era peggiorato fino a dover essere ricoverato in terapia intensiva. Degli altri 26 che non avevano ricevuto il farmaco sperimentale, ben 13, la metà, erano finiti in terapia intensiva.


Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Ottobre 2020, 21:51
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