Coronavirus, rara sindrome infiammatoria rilevata nei bambini mette in allerta i medici: 230 casi in Europa
di Alessia Strinati

Coronavirus, rara sindrome infiammatoria rilevata nei bambini mette in allerta i medici: 230 casi in Europa

Durante la pandemia di coronavirus i bambini e gli adolescenti sono sembrati essere meno colpiti dagli adulti. Ma ora si sta osservando un fenomeno che preoccupa, che riguarda proprio i più piccoli e che potrebbe essere legato al covid-19, una sindrome infiammatoria.

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Uno studio condotto da scienziati dell’Università di Shanghai Jiao Tong sta dimostrando come i bambini colpiti da coronavirus possano sviluppare una nuova condizione infiammatoria molto simile alla sindrome di Kawasaki, ovvero una rara "sindrome multisistemica infiammatoria pediatrica" (PIMS) che gli scienziati devono ancora ben definire.

Diversi paesi colpiti duramente dalla pandemia stanno registrando un aumento degli accessi nelle terapie instensive di bambini colpiti da tale sindrome infiammatoria. I sintomi sviluppati sono una combinazione tra quelli della già citata sindrome di Kawasaki (una vasculite, cioè un'infiammazione dei vasi sanguigni), e la Sindrome da Shock Tossico (TSS): tra essi si segnalano febbre, dolori addominali e problemi cardiaci. È noto che sia nell'intestino che nel cuore ci sono cellule che esprimono il recettore ACE2 cui si lega la Proteina S o Spike del coronavirus quando aggredisce l'organismo.

Molti bimbi affetti da questa sindrome sono risultati positivi al covid, per questo si crede ci sia una correlazione tra le due malattie, ma non tutti, per questo l'OMS ha fatto scattare una nuova allerta. In Europa si sono registrati 230 casi di bambini con questa sindrome, numero che per ora non sembra preoccupare gli esperti, ma l'attenzione resta alta.
 
Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio 2020, 19:11
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