Coronavirus, in Italia lo stesso ceppo presente in Germania: lo conferma uno studio

Stabilire come il coronavirus sia potuto arrivare in Italia, prima di dilagare e causare oltre 35mila morti, sarà molto difficile, se non impossibile. Uno studio dell'Università Statale di Milano, tuttavia, fa passare in 'pole position' una delle principali ipotesi finora contemplate.

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Se finora era stato ipotizzato che la diffusione del Sars-CoV-2 potesse essere dovuta al rientro di imprenditori lombardi dalla Cina o dalla presenza di turisti provenienti da Wuhan o dalla provincia di Hubei, in base al nuovo studio l'ipotesi principale è che il coronavirus sia arrivato in Italia, e molto probabilmente in Lombardia, tramite un caso sfuggito alla Germania in seguito all'individuazione del 'paziente uno' europeo, risalente al 20 gennaio scorso (un mese prima della scoperta del 'paziente uno' di Codogno).

I ricercatori della Statale di Milano hanno infatti studiato 59 nuovi genomi virali, ottenuti da pazienti italiani dalla fine di febbraio fino alla seconda metà di aprile. Questo esame ha permesso di aumentare il numero delle sequenze da infezioni autoctone e ha confermato un precedente studio della stessa equipe, permettendo di accertare che il ceppo 'italiano' del virus fosse lo stesso presente in Germania. Il primo caso di coronavirus accertato in Europa, infatti, è quello di un uomo tedesco risultato positivo il 20 gennaio, che aveva avuto contatti con una persona proveniente da Shanghai.

Come spiega il Corriere della Sera, «emerge infatti la netta prevalenza in Italia di un singolo lignaggio virale (e di suoi lignaggi discendenti), ascrivibile, secondo uno dei sistemi di classificazione più largamente impiegati, al lignaggio B1 e correlabile al primo cluster europeo». Il nuovo studio ha visto la collaborazione tra la Statale di Milano e oltre dieci centri clinici e accademici di varie regioni italiane e ha permesso di definire, con più sequenze e su un'area geografica più ampia rispetto alla sola Lombardia e su un lungo intervallo di tempo, la dinamica evolutiva e le caratteristiche epidemiologiche e molecolari del virus.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Luglio 2020, 19:08
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