Coronavirus, medici e scienziati: «In frigo resiste più a lungo, ma non serve disinfettare tutti i cibi»

Il Sars-CoV-2 resiste in modo diverso in base alle differenti superfici, ma può mantenere una determinata carica virale per diverse ore, anche se col passare del tempo finisce per perderla in modo notevole. Si tratta di una caratteristica comune a tutti i diversi tipi di coronavirus, ma che al momento preoccupa molto anche per le possibilità di sopravvivenza sulle superfici del frigorifero, dove riponiamo diversi tipi di alimenti.

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Come riporta il Corriere della Sera, il virologo statunitense Warner Greene suggerisce di disinfettare tutti i cibi prima di metterli in frigorifero o in congelatore: «Sappiamo che i coronavirus possono sopravvivere per un periodo di tempo sorprendente sulle superfici, anche se la loro carica virale decade rapidamente». Non tutti i medici e gli scienziati, però, concordano: i suggerimenti del virologo statunitense si basano infatti su uno studio del 2010, svolto sul virus della Sars, che mostrava la sopravvivenza in ambienti a bassa umidità e con temperature non superiori ai 4°C.

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Il Sars-CoV-2, tuttavia, differisce per alcune caratteristiche da quello dell'epidemia originatasi tra il 2002 e il 2003. Come dimostrano gli studi sul coronavirus diffusosi in tutto il mondo negli ultimi mesi, è la plastica il materiale su cui resiste di più (fino ad almeno 72 ore, anche se dopo sette ore la carica virale si dimezza naturalmente). Per azzerare ogni rischio, è consigliabile utilizzare sulle superfici alcol etilico (etanolo ad almeno il 60%), acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%) o candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%). La presenza del virus, comunque, non basta a causare il contagio: perché si possa rimanere infettati è necessario infatti veicolarlo toccando con le mani e farlo arrivare poi a occhi, bocca o naso.

Per questo motivo, la maggior parte dei virologi sconsiglia di disinfettare gli alimenti uno a uno. Risulta molto più sicuro lavarsi le mani dopo averli toccati, come spiega Fabrizio Pregliasco: «Per rischiare di contaminarsi dopo aver toccato una busta di prosciutto al supermercato, intanto dovremmo avere la sfortuna che qualcuno ci abbia tossito sopra. Resta quindi il consiglio di lavarsi spesso le mani e non portarle al volto. Il Covid-19 non si trasmette attraverso gli oggetti, almeno non ci sono casi documentati in tal senso, ma è contagiosissimo per la trasmissione interumana». Più che disinfettare i cibi, nel caso del Sars-CoV-2, è bene disinfettare quelle superfici che, senza accorgercene, tocchiamo più spesso all'interno delle nostre case: maniglie, chiavi, corrimano, interruttori e superfici del bagno.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 Aprile 2020, 11:00
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