Makka, la 19enne che ha ucciso il padre a coltellate: «In casa ci picchiava a colpi di karate. Ero stanca delle sue violenze»

Domenica 3 Marzo 2024, 09:34 - Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 15:44

«La lite è cominciata quando mio padre ha detto di essersi licenziato»

Quella ragazza dai modi gentili, che frequenta con ottimi risultati il liceo scientifico, gli occhi azzurri e il hijab sempre indossato, è crollata. Come riferisce il Corriere.it, ricostruisce la vita e i rapporti all'interno della sua famiglia, dove comandava con quotidiana violenza il padre Akhyad Sulaev, 50 anni, «Venerdì papà si è licenziato. Per l’ennesima volta - dice Makka - aveva perso il lavoro da muratore. Dopo si è diretto al ristorante. Quello dove mamma lavora come lavapiatti e dove io nel weekend aiuto come cameriera. A mia madre ha chiesto di licenziarsi. Lei gli ha detto di no. Gli ha domandato: “Ma come facciamo con i soldi. Come andiamo avanti?”. La prima lite è scoppiata in quel momento. Mamma lo ha anche mandato via. Ma arrivato a casa lui ha ricominciato. Non era una novità. Papà ci ha sempre picchiate. In Cecenia, quando ero più piccola, era anche peggio. Ha sempre praticato arti marziali, conosceva la boxe e il karate. Se la prendeva soprattutto con noi. Con i miei fratelli invece alzava le mani solo se intervenivano nelle discussioni».

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