Vaiolo delle scimmie, primi casi negli Stati Uniti: ipotesi 'vaccinazione ad anello'

Vaiolo delle scimmie, primi casi negli Stati Uniti: ipotesi 'vaccinazione ad anello'

Vaiolo delle scimmie, primi casi confermati anche negli Stati Uniti. Il loro numero è piuttosto limitato ed il tracciamento dei contatti funziona bene, ed è per questo che si sta ipotizzando una 'vaccinazione ad anello': ecco di cosa si tratta.

 

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Vaiolo delle scimmie, gli Usa pronti a usare il vaccino contro il vaiolo

Il vaccino contro il vaiolo umano consente di avere una certa protezione anche contro il vaiolo delle scimmie. In genere, nei Paesi occidentali, tutti gli over 50 sono quindi al sicuro grazie alle campagne vaccinali di massa effettuate fino agli anni '70 ed è la popolazione più giovane a rischiare di contrarre il virus. Negli Stati Uniti, dove sono stati accertati alcuni casi, ora si sta ipotizzando di usare i vaccini contro il vaiolo ancora presenti nelle scorte di magazzino. L'idea è quella di usarli solo per le persone maggiormente a rischio, dal momento che la contagiosità del vaiolo delle scimmie non è neanche lontanamente paragonabile a quella del Covid.

 

Vaiolo delle scimmie, l'ipotesi della vaccinazione ad anello

Per contrarre il vaiolo delle scimmie è infatti necessario un contatto stretto e prolungato tra fluidi corporei, come ad esempio la saliva, mentre le terapie attualmente conosciute, a base di antivirali, sono particolarmente efficaci. Per questo motivo, si ipotizza la 'vaccinazione ad anello': somministrare i vaccini contro il vaiolo umano solo ai contatti stretti dei casi già noti, in modo da interrompere immediatamente la linea del contagio. «Abbiamo buone scorte di vaccini contro il vaiolo, sono sicuri ed efficaci e questo è accertato da decenni» - ha spiegato la dottoressa Jennifer McQuiston del Cdc - «Siamo pronti a renderli disponibili nell'immediato, la vaccinazione ad anello può funzionare».

 

Vaiolo, gli Stati Uniti bocciarono la vaccinazione di massa dopo il 2001

Intanto, un importante epidemiologo statunitense ha rivelato che gli Stati Uniti, dopo l'11 settembre, avevano ipotizzato di vaccinare l'intera popolazione contro il vaiolo, nel timore di un attacco bioterroristico. Una mossa che avrebbe consentito di proteggere tutti, indipendentemente dall'età, anche contro il vaiolo delle scimmie, ma che però fu bocciata per il rischio di effetti collaterali gravi. «Vaccinare tutti avrebbe comportato dei rischi, per questo l'ipotesi era tramontata presto» - ha spiegato Bill Hanage, epidemiologo ad Harvard, al New York Times - «Gli effetti collaterali dei vaccini sono molto rari, ma se inizi a vaccinare milioni di persone, il loro numero è destinato a crescere». Ad ogni modo, tra il 2002 e il 2003 si sottoposero alla vaccinazione oltre 25mila civili e oltre 325mila militari.

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Maggio 2022, 11:43
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