Tumore al pancreas, identificata una nuova terapia mirata: la ricerca italiana

Tumore al pancreas, identificata una nuova terapia mirata: la ricerca italiana

Una nuova ricerca condotta dai ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena ha stabilitro che in futuro potrebbe essere ben presto possibile mettere in pratica una nuova terapia mirata per alcune forme di tumore al pancreas.

Leggi anche > La cantante Marisa Sacchetto: «Distrutta da chemio, ma il tumore non esisteva»

Lo studio, pubblicato sulla rivista Cancer Research ha infatti identificato, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti affetti da tumore del pancreas con marcata dipendenza dall'oncogene K-Ras.
La ricerca è stata portata avanti dal gruppo di lavoro guidato da Luca Cardone, team leader dell'Unità di Immunologia e immunoterapia, e ha mostrato che la decitabina, farmaco già in uso clinico per altre neoplasie, ha una potente azione antitumorale mirata per tumori del pancreas con specifiche caratteristiche. I pazienti selezionati con screening molecolare ne potrebbero beneficiare grazie a un approccio di riposizionamento di farmaci, il cosiddetto
“​drug repurposing.

I RISULTATI DELLA RICERCA 

Si calcola che una percentuale compresa fra il 30% e il 50% dei casi di tumore al pancreas abbia una dipendenza molecolare da K-Ras che può potenzialmente rispondere alla decitabina. Il carcinoma del pancreas è una delle neoplasie a prognosi più severa e tra le più aggressive con un tasso di sopravvivenza a 5 anni dell' 8%. Grazie a questo studio preclinico, si potranno avviare studi clinici con la decitabina, come singolo trattamento o in combinazione.
«Investire nella
drug repurposing in oncologia - sottolinea Francesco Ripa di Meana, direttore generale dell'Ifo - è un'opportunità potenziata dall'utilizzo di big data e intelligenza artificiale». La ricerca è stata condotta in collaborazione con l'Anderson Cancer Center dell'Università del Texas, l'Istituto Telethon di genetica e Medician (Tigem) di Napoli e l'Università di Chieti. «Oggi- evidenzia Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell'Ire - grazie anche alle collaborazioni nazionali e internazionali, si lavora su molti più dati e si velocizzano i risultati che consentono la rapida validazione di nuove indicazioni per farmaci già in uso ma con diversa indicazione terapeutica»
Sabato 7 Settembre 2019, 13:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA