Cos'è la sla, la malattia 'bastarda' che uccide lentamente e che non si può curare

Cos'è la sla, la malattia 'bastarda' che uccide lentamente e che non si può curare

Si chiama sclerosi laterale amiotrofica, viene abbreviata in sla ed è nota anche 'morbo di Lou Gehrig', 'malattia di Charcot' e 'malattia dei motoneuroni'. In molti, tra quelli che ne soffrono e ne hanno sofferto, hanno però preferito chiamarla 'stronza' e 'bastarda'. Parole forti, ma abbastanza idonee per definire una malattia per cui non esiste una cura e la cui origine è ancora sconosciuta.

La sla è una malattia degenerativa che colpisce i motoneuroni, ovvero quei neuroni che intervengono nella trasmissione degli impulsi del cervello verso i muscoli. In maniera graduale e progressiva, questa particolare forma di sclerosi indebolisce i muscoli e di conseguenza l'organismo, provocando in chi ne è affetto una paralisi sempre maggiore, rendendo poi impossibile anche attività semplici come il linguaggio, la deglutizione e la respirazione.

A descrivere per primo la malattia fu Charles Bell nel 1824, ma i primi studi signficativi arrivarono solo decenni più tardi grazie agli studi di Jean-Martin Charcot. Ad oggi, però, non ci sono ancora cure e, secondo le stime, solo in un 5-10% dei casi la sla è ereditata dai genitori; nel restante 90-95% dei casi le cause sono del tutto ignote. L'aspettativa di vita per i malati è generalmente molto bassa: in media, la stima è compresa tra i tre e i quattro anni, mentre solo il 10% sopravvive più di 10 anni. Nella maggior parte dei casi colpisce persone ultrasessantenni, ma può manifestarsi anche in giovane età.

Con il decorso della malattia, nella maggior parte dei casi la respirazione non diviene più autonoma e si rende necessario anche l'utilizzo di appositi macchinari che favoriscono la ventilazione. Nei casi più gravi, tuttavia, per evitare guai maggiori il paziente è costretto a ricorrere ad una tracheotomia.



I CASI NOTI Sono diversi i casi di personaggi famosi ammalatisi di sla nel corso degli anni: il primo fu Lou Gehrig, leggendario giocatore di baseball statunitense che morì a 38 anni proprio per questa malattia, a cui finì per dare il nome. In Italia sono moltissimi i casi di sportivi, soprattutto calciatori, colpiti dalla sla e in età decisamente più giovane rispetto alla media: questo fece nascere sospetti di doping come possibile causa, ma in questo senso nulla è stato mai chiarito fino in fondo.



I più noti, tra gli altri, sicuramente Stefano Borgonovo (ex attaccante di Milan e Fiorentina, scomparso nel 2013 a 49 anni), Gianluca Signorini (ex capitano del Genoa, morto nel 2002 a 42 anni) e Lauro Minghelli (grande promessa del calcio italiano, costretto al ritiro a soli 25 anni e morto sei anni dopo, nel 2004).



In tutto il mondo, il più noto personaggio malato di sla è senza dubbio Stephen Hawking, fisico e cosmologo britannico che però soffre di una variante ancora più rara della malattia, in cui la progressione è più lenta: la malattia fu diagnosticata nel 1963, venti anni più tardi lo costrinse alla paralisi quasi totale ma gli ha permesso di sopravvivere per tutti questi anni.


Venerdì 12 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15:28
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