Sindrome sgombroide, attenti a tonno e sgombri: che cos'è, sintomi e come curarla

Sindrome sgombroide da tonno: che cos'è, sintomi e come curarla

La sindrome sgombroide è una comune intossicazione alimentare causata dal pesce alterato da cattiva conservazione dopo la pesca. I suoi sintomi sono simili a quelli di un'allergia, ed è per questo difficile da riconoscere come intossicazione alimentare
Il modo più comune per contrarre la sindrome sgombroide è ingerire pesci a carne rossa, come il tonno  e le specie appartenenti alle famiglie Scombridae (tonno, tonno pinna gialla, tonnetto striato, sgombro, lampuga) Clupeidae (sardine, aringhe, cheppie). 

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La sostanza implicata nell'intossicazione da sindrome sgombroide è principalmente l'istamina prodotta da processi di degradazione dovuti a cattiva conservazione del pesce.  L'istamina non viene distrutta dalle normali temperature di cottura, di conseguenza il pesce mal conservato o lavorato anche se adeguatamente cotto può contenere istamina che provoca la sindrome.

I sintomi sono simili a quelli di una allergia alimentare: arrossamento della pelle, cefalea pulsante, bruciore orale, crampi addominali, nausea, diarrea, palpitazioni, senso di malessere e raramente ipertermia o perdita della vista. I sintomi solitamente compaiono entro 10-30 minuti dall'ingestione del pesce e sono generalmente autolimitanti. I sintomi solitamente durano approssimativamente dalle quattro alle sei ore e raramente persistono per più di uno-due giorni.

Per curare la sindrome sgombroide i farmaci più indicati sono gli antistaminici. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 27 Aprile 2018, 12:36
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