Omicron, Ema: «Quarta dose subito per over 60». Gimbe: lockdown a rischio sui servizi

Omicron, Ema: «Quarta dose subito per over 60». Gimbe: lockdown a rischio sui servizi

​Covid, è allarme per il boom di contagi causati dalle nuove varianti del virus e l'Ema, l'l'Agenzia europea per i medicinali, parla dell'arrivo di una nuova ondata di casi in Europa: «Stiamo assistendo a una nuova ondata di casi Covid-19 in molti paesi in Ue poiché le varianti Omicron BA.4 e BA.5 sono altamente trasmissibili», ha detto Marco Cavaleri, responsabile della strategia per i vaccini dell'Ema

Ema: «Secondo booster per over 60 se casi aumentano»

«Anche le persone tra i 60 ei 79 anni e le persone vulnerabili dal punto di vista medico di qualsiasi età dovrebbero ricevere una seconda dose booster» di vaccino contro il Covid se i tassi di infezione aumentano - ha detto Marco Cavaleri, responsabile della strategia per i vaccini dell'Agenzia europea per i medicinali -. La raccomandazione di aprile per le persone con più di 80 anni resta valida: dovrebbero ricevere un secondo vaccino di richiamo».

Rischio lockdown di fatto

La fondazione Gimbe avverte che «con le quarte dosi al palo e con grande differenze regionali nelle coperture» e «un'alta percentuale di popolazione sintomatica o isolata, che rischia di determinare un 'lockdown di fatto' su vari servizi, inclusi quelli turistici». A descrivere gli effetti dell'ondata estiva di Covid, è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio i nuovi casi di Covid-19 sono stati 595.349, con un aumento del 55%. +33% ricoveri e +36% intensive.

Sileri: «No a nuove restrizioni»

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri è categorico: «Omicron è una variante che muta continuamente ed è estreamente contagiosa, ma non prevediamo nuove restrizioni». Il sottosegretario ex M5S e ora in forza al nuovo gruppo parlamentare di Luigi Di Maio, Insieme per il futuro, ha fatto il quadro della situazione pandemica stamani ospite di Mattina 24 di RaiNews24 commentando l'aumento dei ricoveri e delle terapie intensive, che porta con sé anche l'aumento delle vittime, escludendo, tuttavia, che il governo stia studiando nuove restrizioni per i cittadini. L'unica accortezza da mantenere per prevenire i contagi è l'uso della mascherina Ffp2: «Sì ai concerti, anche a quello a Roma dei Maneskin - dice Sileri - ma con la mascherina».

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I dati

Corrono i contagi Covid in Italia, con un ulteriore aumento dei nuovi casi (+55%) in tutte le regioni e in tutte le province. Negli ultimi 7 giorni crescono anche i ricoveri ordinari (+32,6%), le terapie intensive (+36,3%) e i morti (+18,4%). È quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, relativo al periodo 29 giugno-5 luglio. Nella settimana in esame i nuovi contagi salgono a 595.349 (contro i 384.093 della precedente) e i decessi a 464 (27 riferiti a periodi precedenti) vs 392. In crescita anche i casi attualmente positivi (1.087.272 vs 773.450, +313.822, +40,6%), le persone in isolamento domiciliare (1.078.946 vs 767.178, +311.768, +40,6%), i ricoveri con sintomi (8.003 vs 6.035, +1.968) e le terapie intensive (323 vs 237, +86).

«L'aumento dei nuovi casi settimanali per la terza settimana consecutiva supera il 50%, con un tempo di raddoppio dei casi di circa 10 giorni - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - Nella settimana 29 giugno-5 luglio i nuovi casi si attestano» appunto «oltre quota 595mila, con una media mobile a 7 giorni che supera gli 85 mila casi al giorno».

«Sul fronte degli ospedali - afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - continuano ad aumentare i ricoveri sia in area medica che in terapia intensiva». In particolare, in area critica, dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 323 il 5 luglio; in area medica, invece, dal minimo di 4.076 dell'11 giugno sfiorano il raddoppio, salendo a quota 8.003 il 5 luglio. Al 5 luglio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 12,5% in area medica (dal 6,6% del Piemonte al 32,2% dell'Umbria) e del 3,5% in area critica (dallo 0% della Valle D'Aosta all'8,1% dell'Umbria). «Segnano un netto aumento anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - precisa Mosti - con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi/die, rispetto ai 29 della settimana precedente».

 

Ultimo aggiornamento: Lunedì 11 Luglio 2022, 08:36
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