Esame negato al paziente oncologico? La Lombardia apre un'indagine sul caso
di Simona Romanò

Sanità, esame negato al paziente oncologico? La Lombardia apre un'indagine sul caso

Una commissione di verifica interna è stata aperta dall'assessorato lombardo alla Sanità, dopo il caso - sollevato lunedì da Leggo - del paziente oncologico che deve far un esame entro 10 giorni ed ha trovato la prima finestra disponibile negli ospedali pubblici per il prossimo ottobre.
Claudio, 59 anni, con in mano una ricetta (contraddistinta dalla lettera B) per una risonanza magnetica «da erogarsi in tempi brevi, non oltre i 10 giorni», non è riuscito a prenotare in nessun ospedale. «Torni ad ottobre o vada in una clinica privata» è la sintesi del suo tour tra nove ospedali diversi di Milano. E così farà domani l'esame privatamente, dove pagherà una parcella di 500 euro, per scongiurare una recidiva del suo tumore.

«Rischio cancro e risonanza urgente? Torni a ottobre o vada in una clinica»

«Ringrazio Leggo per la puntuale segnalazione - ha dichiarato ieri l'assessore alla Sanità della Lombardia Giulio Gallera la Regione sta approfondendo le informazioni al fine di garantire una risposta precisa e dettagliata a Claudio e ai lettori, perché chiunque si rivolga al sistema di welfare della nostra regione deve poter contare su prestazioni adeguate». Gallera non usa mezzi termini: «Se fosse necessario adotteremo le misure del caso. Stiamo cercando di comprendere come si sia verificata questa anomalia. La riforma socio sanitaria che stiamo perseguendo e attuando prevede proprio, quale punto qualificante, il passaggio dalla cura del malato al prendersi cura della persona». Si dice «vicino al concittadino che sta affrontando un momento così difficile della propria vita. Proprio per questo, le verifiche nei suoi confronti devono essere meticolose».

Sono state molte ieri le reazioni di sdegno sui social, da parte delle persone comuni e del mondo della politica. «Claudio denuncia una triste realtà ha scritto su Facebook Carmela Rozza, consigliere Pd e punto di riferimento delle opposizioni in Regione - da tempo il Pd denuncia le storture del sistema sanitario regionale che non funziona, nonostante la professionalità del personale e gli enormi costi sostenuti dai cittadini lombardi. Sborsano il massimo di Irpef, il ticket più alto d'Italia e si pagano di tasca loro una serie infinita di esami». Toni altrettanti duri quelli del dem Carlo Monguzzi - consigliere di maggioranza al Comune di Milano: «Dobbiamo continuare a batterci fino a che chi ha bisogno di analisi e cure abbia la stessa assistenza nel privato e nel pubblico».

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Martedì 18 Giugno 2019, 05:01
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