Emorragia cerebrale: cos'è, che sintomi ha e quando si può morire con la malattia che ucciso Frizzi

Com’è morto Fabrizio Frizzi, il conduttore scomparso a 60 anni la scorsa notte? Il volto tv che ha donato il sorriso ad un paio di generazioni di telespettatori Rai è stato stroncato da un’emorragia cerebrale, una sindrome neurologica legata alla rottura di un vaso (spesso un’arteria) che produce perdita di sangue (emorragia, appunto) all’interno del cranio. L’emorragia cerebrale può avere rischi più o meno alti per la vita del paziente,a  seconda dell’area del cervello interessata: le cause possono essere legate ad una malattia o ad un trauma cranica (ad esempio dopo un incidente stradale). Nei primi casi, si parla principalmente di persone oltre i 50 anni di età.

Valeria, la donna a cui Frizzi donò il midollo: "Mi salvò la vita, lo volevo testimone di nozze"

LE TIPOLOGIE Un’emorragia può interessare i tessuti profondi del cervello (intra-assiali) o la sostanza bianca (extra-assiali): nel secondo caso, abbiamo un ematoma subdurale o epidurale, o un’emorragia subaracnoidea. L’emorragia cerebrale può essere lobare (se interessa un solo emisfero) o profonda (se coinvolge altre regioni come il cervelletto). L’ematoma è intraparenchimale se il versamento di sangue avviene nei tessuti cerebrale, mentre si ha un inondamento ventricorale quando avviene nelle cavità ventricolari.

Quando andò in onda dopo la strage di Capaci

I SINTOMI Solitamente sono un forte dolore alla testa accompagnato da nausea e vomito, uno stato confusionale, la perdita di coscienza, formicolio al viso e agli arti, convulsioni, perdita della vista, oltre a difficoltà a leggere, scrivere, parlare e coordinare i movimenti.

QUANDO SI MUORE? La morte del paziente si può avere in caso di emorragia molto grave: il sangue può comprimere il tessuto cerebrale e portare al cosiddetto idrocefalo, con possibilità di danni permanenti, coma e decesso. I medici possono procedere, se intervengono in tempo, con una terapia farmacologica (nei casi più lievi) o con un intervento chirurgico: si esegue un’operazione per il drenaggio e la rimozione dell’emorragia, per ridurre il gonfiore dei tessuti cerebrali ed evitare un ulteriore sanguinamento.
Lunedì 26 Marzo 2018, 18:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA