Covid, i test sierologici possono sostituire il tampone? La risposta del ministero della Salute

Covid, i test sierologici possono sostituire il tampone? La risposta del ministero della Salute

«I test sierologici non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di RNA virale dai tamponi nasofaringei, secondo i protocolli indicati dall’OMS». È quanto si legge sulle Faq del ministero della Salute. Molti italiani, considerata la necessità di una ricetta medica o le difficoltà affrontate per fare un tampone, si rivolgono a strutture private per effettuare test sierologici.

Tante aziende hanno utilizzato questi test nel post lockdown per effettuare uno screening dei propri dipendenti in vista della ripartenza. Ma la differenza tra i due test è sostanziale: il tampone verifica se l'infezione è in corso, il sierologico se si è entrati in contatto con il virus nelle settimane o mesi precedenti

 

«I test tradizionali o rapidi (test eseguiti su sangue capillare) - si legge sul sito del ministero - evidenziano la presenza di anticorpi contro il virus e rilevano l’avvenuta esposizione al virus e, solo in alcuni casi, sono in grado di rilevare la presenza di un’infezione in atto (individui con malattia lieve o moderata i cui sintomi siano iniziati almeno una settimana prima)». 

 

«I test sierologici - aggiunge il ministero - sono utili nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale in quanto sono uno strumento importante per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità. I metodi sierologici possono essere utili anche per l’identificazione dell’infezione da SARS-CoV-2 in individui asintomatici o con sintomatologia lieve o moderata che si presentino tardi alla osservazione clinica».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14 Ottobre 2020, 21:31
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