Omicron, cosa sappiamo di reinfezioni e sottovarianti. L'Iss: «Non sono più contagiose o più aggressive»

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Tornano tutte a calare, questa settimana, le curve dell'epidemia di Covid-19 in Italia, con l'eccezione del tasso di occupazione dei posti letto per malati Covid nei reparti ospedalieri di area non critica che sale al 15,6%, mantenendosi stabilmente sopra la soglia di allerta fissata al 15%. La pandemia nel nostro Paese conferma comunque un trend di lenta discesa, con una netta diminuzione dei contagi anche nelle fasce più giovani. Intanto, è stato raggiunto il picco dei casi dell'influenza stagionale, 'ricomparsa' con più vigore quest'anno dopo la quasi totale assenza di contagi dello scorso anno segnato dal Covid-19.

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Il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute fotografa dunque un andamento in discesa dell'epidemia. Questa settimana, infatti, l'indice di trasmissibilità Rt è diminuito al valore di 1 - sulla soglia epidemica - rispetto a 1,15 della settimana scorsa. Ed è scesa anche l'incidenza dei casi di Covid per 100mila abitanti: da 776 a 717. Per quanto riguarda invece l'occupazione degli ospedali, la situazione è migliorata nelle terapie intensive ma resta stabile nei reparti ordinari: il tasso di occupazione nelle intensive a livello nazionale è sceso infatti al 4,2% rispetto al 4,7% della scorsa settimana (ben lontano dalla soglia di allerta fissata al 10%, tranne la Sardegna che registra un valore pari all'11,3%). Il tasso nazionale di occupazione in aree mediche è invece salito al 15,6% contro il 15,5% di sette giorni fa, e 12 Regioni superano la soglia del 15%: il valore più alto si registra in Umbria con il 40,5%. 

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Reinfezioni al 4%, sottovarianti Omicron non danno malattia più grave

Complessivamente, rileva Anna Teresa Palamara, direttore Malattie Infettive dell'Iss, «l'epidemia è in miglioramento ma si raccomanda di continuare a rispettare rigorosamente le misure comportamentali e di fare particolare attenzione alle situazioni di assembramento, oltre che di completare il ciclo vaccinale». Inoltre, «l'incidenza è in lenta ma costante diminuzione e c'è una netta diminuzione dei casi soprattutto nelle fasce giovanili e tra 5 e 11 anni». Tuttavia, ha sottolineato il direttore Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, si registra comunque una «elevata circolazione del virus in questo periodo».

In questo contesto, anche in epoca di circolazione Omicron, ha ricordato l'esperta, la terza dose booster protegge sia dalla diagnosi che dalla malattia severa Covid e la protezione da malattia severa è particolarmente elevata negli over80 e over70. Resta, tuttavia, la preoccupazione per l'emergere di nuove sotto-varianti del virus: «La quota di reinfezioni supera il 4% e questa è una delle caratteristiche legata al periodo Omicron», ha affermato Palamara, ma per nessuno dei sottolignaggi di Omicron evidenziati in Italia dall'ultima indagine rapida dell'Iss, ha precisato, «è stato documentato un aumento nelle capacità di trasmissibilità o di dare malattia severa».

Al contempo, è iniziata - dopo aver raggiunto il picco - la discesa della curva dell'influenza stagionale e, anche se la coda della stagione potrebbe protrarsi, un dato è già chiaro: dopo essere stata completamente assente nella stagione 2020-2021, l'influenza è tornata. Con i 272.900 casi registrati nell'ultima settimana dal sistema di sorveglianza InfluNet dell'Istituto Superiore di Sanità, nell'attuale stagione sono stati già messi a letto 5,9 milioni di italiani, quasi 300 mila in più rispetto al 2019-2020, l'ultimo anno prima della pandemia.


Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Aprile 2022, 10:19
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