Omicron non dà tregua, curva estiva verso il picco. Balzo dei nuovi contagi

Omicron non dà tregua, curva estiva verso il picco. Balzo dei nuovi contagi

Con la sottovariante Omicron 5, il virus SARS-CoV-2 non era mai stato così contagioso. Lo dimostra il clamoroso balzo di contagi, che tra l'altro, con tutta probabilità, sono piuttosto sottostimati. Ma lo dimostra anche la pressione sugli ospedali, effetto di questa ondata anomala estiva.

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GLI OSPEDALI SI RIEMPIONO
I dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) certificano, dopo quasi un mese di stabilità, un aumento della media di occupazione delle terapie intensive in tutta Italia (3%). A livello nazionale, la media dei ricoveri ordinari resta stabile al 9% nelle ultime 24 ore, ma aumenta in ben 12 regioni, raggiungendo addirittura il 21% in Sicilia e Umbria. La percentuale resta sotto il livello d'allerta, ma l'aumento dei contagi si riflette in modo evidente anche sugli ospedali.

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CONTAGI IN AUMENTO
Tornano ad aumentare anche i contagi: quelli accertati nelle ultime 24 ore sono 83.555, molti di più rispetto ai 24.747 di lunedì (dato comunque viziato dal consueto calo di tamponi nel fine settimana). Un dato così alto, però, non si vedeva dallo scorso marzo. E i contagi sono sottostimati, anche perché in molti, nonostante i sintomi, non si sottopongono al tampone o ricorrono al rapido fai-da-te per evitare l'isolamento. Senza contare l'aumento esponenziale delle reinfezioni: oltre l'8%, con chi è stato contagiato da Ba.1 che non risulta immune alla Ba.5.
 

MASCHERINE AL LAVORO
Di fronte all'impressionante balzo dei contagi degli ultimi giorni, viene da chiedersi se l'abolizione dell'obbligo di mascherina al chiuso non sia stata una misura affrettata. E resta il nodo della proroga dell'obbligo sul lavoro, in scadenza domani. «La posizione del Governo resta quella della forte raccomandazione. Saranno le associazioni di categoria a rinnovare o meno l'utilizzo delle mascherine», ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. Diversi esperti, a cominciare dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, chiedono però omogeneità nel pubblico e nel privato: «Altrimenti, si rischia di creare confusione. Tutto va contestualizzato in base al tipo di lavoro, alla permanenza nei luoghi chiusi, al contatto con il pubblico e alla presenza di soggetti fragili».


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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Giugno 2022, 09:18
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