Omicron 5, una persona può contagiarne 15: «Peggio di morbillo e varicella». Ma sintomi lievi

Con Omicron 5, l'ultima variante del Covid conosciuta e che sta prendendo sempre più piede anche in Italia, la capacità di contagiare è incredibilmente alta: una persona può contagiarne altre 15 o 17. A dirlo è il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all'università Statale di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi. «Eravamo già in pre allerta per un rialzo dei contagi» Covid «in autunno, ma la presenza di questa nuova variante Omicron BA.5 ci ha sorpreso. Questo virus presenta una contagiosità estrema, superiore addirittura a quella del morbillo e della varicella, con un R0 che oscilla tra i 15 e i 17: basti pensare che la variante Wuhan», quella originaria, «aveva un R0 di 2,5, mentre la Delta di 7».

 

Pregliasco: «Mettiamo la mascherina al mare se c'è affollamento»

 

«Questi valori rappresentano il numero medio di casi secondari rispetto a un caso indice, quindi» sono «valori che la rendono molto più temibile: una persona» infettata da BA.5 «può contagiarne altre 15 o 17». L'esperto fa il punto sul sito del Gruppo San Donato: «L'insorgenza di questa variante, un pò più benevola, ma non troppo (errore considerarla come una semplice influenza!) - torna ad avvertire Pregliasco - è un virus 'adattato' che si replica nelle prime vie aeree, sviluppandosi poi in raffreddore, cefalea e anche qualche caso di dissenteria, con esiti di malattia però inferiori. Questo perché la maggior parte della popolazione si è vaccinata, oppure si è ammalata, o ancora è vaccinata e ammalata e guarita. Quindi un background di risposte immunitarie che, spesso e volentieri, non hanno impedito l'infezione, bensì hanno garantito un decorso più banale».

 

Omicron 5 è come un'influenza? Bassetti: «In certi casi anche meno»

 

«In questa variante, al momento», secondo il virologo «è possibile individuare un elemento di rischio nel prossimo futuro, dovuto senz'altro a un incremento fisiologico che, negli ultimi tempi, ha portato a un ritorno alla 'vita normale' più concreto grazie alle vaccinazioni, con meno restrizioni, meno utilizzo di mascherine, ma di conseguenza con una maggiore esposizione al contagio, elemento importante di cui bisogna sempre tenere conto». Ecco dunque che «la variante Omicron 5, che è più diffusiva, può determinare un andamento ondulante anche anticipato - ripete Pregliasco - cioè con un incremento, una discesa e probabilmente con un'ulteriore risalita questo inverno. Il virus, così com'è nato, non segue una linea 'intelligentè, ma sono variazioni che prendono piede a seconda delle caratteristiche migliorative dal punto di vista del virus, per la sua capacità diffusiva».

 

«La buona notizia è che, secondo un recente studio - ricorda Pregliasco - nell'Omicron 5 il Long Covid è presente, ma in percentuali minori rispetto alle altre varianti». Tuttavia «il vero problema è che, con tanti casi, il risultato finale potrebbe essere meno in termini percentuali, ma più elevato in termini di casi assoluti. Questo è quello a cui dovremmo far fronte in futuro, perché il Covid non è solamente la malattia nelle fasi acute e gravi, con i sintomi parainfluenzali, ma anche e soprattutto gli strascichi, come tutte le infezioni».

 

Anche per questo «ritengo che gli ultraottantenni debbano assolutamente procedere con la quarta dose di richiamo» vaccinale, «per dare un rinforzo in più alla risposta immunitaria e alle cellule T della memoria - esorta l'esperto - Presumibilmente, il prossimo autunno saranno disponibili vaccini per la variante Omicron, utilizzando come base l'ultimo virus, e sarà prospettata con molta probabilità anche una campagna vaccinale simile a quella dell'influenza, con una proposta di richiamo per tutti, ma che sia più stringente per i fragili».

 

«Per quanto riguarda l'estate, ovviamente, non abbassiamo troppo la guardia - insiste il virologo - Usiamo le mascherine come se fossero occhiali da sole, soprattutto per le persone fragili o per i caregiver che, difendendosi, difendono anche i propri familiari». Infine, «è fondamentale per la convivenza» con Sars-CoV-2 «utilizzare i nuovi farmaci virali, in collaborazione con il proprio medico di medicina generale che può prescriverli e somministrarli soprattutto ai soggetti fragili, al fine di ridurre e contrastare le forme più gravi della malattia».

 

Bassetti: tanti contagi ma sintomi lievi

 

Con questo virus «ci dobbiamo convivere, ma lo sappiamo da tempo. Io speravo di trovare maggiore maturità dalla politica e dai miei colleghi. Altri Paesi hanno vissuto questa ipercircolazione di Omicron 5 senza allarmismi: tanti contagi, ma sintomi 'lievi' rispetto al virus originale. Dopo 3 o 4 giorni di febbre, mal di gola e stanchezza, tutto passa e si risolve. Serve sangue freddo, ma nuovamente manca a chi dovrebbe averne», aggiunge invece l'infettivologo Matteo Bassetti, in un'intervista a Qn, parlando di colleghi medici che sui media avrebbero fatto allarmismo.

 

L'unico indicatore serio «è l'occupazione delle terapie intensive. Però bisogna che gli ospedali siano in grado di differenziare i pazienti con una malattia Covid correlata e chi invece è positivo al tampone ma ha altre patologie - spiega -. L'80% in Terapia intensiva fa parte del secondo gruppo. Ma noi così diciamo il falso e diamo una fotografia sbagliata». In autunno «forse avremo un vero aumento di ricoveri, ci sarà bisogno di rivaccinarsi e usare le mascherine. A quel punto - teme Bassetti - dopo questo 'al lupo, al lupo', la gente non crederà più e la campagna vaccinale sarà un flop». 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Giugno 2022, 15:24
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