Coronavirus nei bambini, l'epidemiologo Lopalco: «Ecco perché si ammalano più raramente»

Coronavirus nei bambini, l'epidemiologo Lopalco: «Ecco perché si ammalano più raramente»

Il coronavirus, come si dice ormai da settimane, colpisce poco i bambini: il motivo, potrebbe essere spiegato con una recente scoperta rivelata su Facebook dall'epidemiologo Pierluigi Lopalco, a capo della task force per l'emergenza Covid in Puglia. «I bambini esprimono poco il recettore ACE2, quello che il SARS-CoV-2 usa per infettare le cellule, nell'epitelio nasale», ha detto Lopalco in un post su Facebook.

Leggi anche > Conte alla Camera: «Non è tempo di movida. Dal 25 maggio test sierologici gratis»


«Il fatto di avere pochi recettori per il virus in quella che è la porta di ingresso delle infezioni respiratorie, giustifica da solo la minore suscettibilità dei bambini all'infezione». Lopalco riporta una «comunicazione Jama» che potrebbe rivelare una «inferiore contagiosità» dei bambini. «Una buona notizia», sottolinea l'epidemiologo, sulla quale «attendiamo ulteriori conferme». 

«Che bambini ed adolescenti si ammalino più raramente di Covid-19 è evidente - sostiene l'epidemiologo Lopalco -, ma ancora non è ben noto quale sia il loro ruolo nella diffusione dell'infezione. La domanda è: i bambini hanno minore probabilità di infettarsi (e conseguentemente trasmettere l'infezione) rispetto agli adulti?». Un primo riscontro sembra arrivare da «questa comunicazione Jama» secondo la quale «i bambini esprimono poco il recettore ACE2 - quello che il SARS-CoV-2 usa per infettare le cellule nell'epitelio nasale». «Se fosse così - conclude Lopalco - i bambini oltre ad ammalarsi di meno si infetterebbero anche di meno, e sarebbero meno contagiosi».

Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Maggio 2020, 12:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA