Covid, morta ragazza di 23 anni a Prato: non era vaccinata. È la vittima più giovane in Toscana

Prato, ragazza di 23 anni morta di Covid: non era vaccinata, è la più giovane vittima del virus in Toscana

Una ragazza di 23 anni è morta oggi all'ospedale Santo Stefano di Prato dove era ricoverata da due settimane: è la più giovane vittima del Covid in Toscana dall'inizio della pandemia. Da quanto emerso, non era vaccinata contro il virus. Fin dal suo ricovero la ragazza, di origine cinese, sarebbe apparsa grave: da subito trasferita nel reparto terapia intensiva, nemmeno l'intubazione le ha permesso di tornare a un quadro clinico stabile, sino al precipitare della situazione che ha portato alla sua morte. Delle nove vittime del virus registrate nello stesso giorno, maretdì 27 settembre, in Toscana, 4 sono avvenute a Prato: e 3 sono orientali, due uomini di 43 e 53 anni e la giovane. Nessuno dei pazienti morti, secondo quanto si apprende da fonti sanitarie, aveva concluso il ciclo vaccinale (solo l'uomo più anziano, il 53enne, aveva ricevuto esclusivamente la prima dose).

 

 

Non vaccinata, muore a 23 anni: comunità cinese in lutto

La notizia della morte della 23enne si è diffusa rapidamente nella corposa comunità della Repubblica popolare in città. Sul social WeChat - il più utilizzato nella Chinatown pratese - stanno correndo paralleli il dolore per la vicenda e la paura per l'aggressività del virus. Nonostante la prudenza proverbiale degli orientali e la loro rigorosità riguardo alle applicazioni dei dispostivi anti-Covid, a partire dall'estate, il virus sembra aver aggredito con maggior irruenza la comunità straniera. Se nelle prime fasi della pandemia i cittadini cinesi di Prato sembravano essere colpiti in maniera minima dal contagio, in questi ultimi mesi sono aumentati in quei gruppi la diffusione del Covid e i ricoveri. Infine, conseguentemente, le morti.

 

 

Corsa al vaccino

Le persone che fanno parte della comunità cinese a Prato - la più importante della Toscana e una delle più significative d'Europa con i suoi 25 mila residenti in città - hanno iniziato a vaccinarsi a tambur battente dal mese scorso, quando sono partiti gli open day vaccinali negli hub del Pegaso 2 e del Pellegrinaio Novo. Sia l'Asl Toscana Centro che il Comune di Prato ritengono «adeguata e significativa» la risposta degli stranieri alla campagna vaccinale: dopo alcuni giorni di caos per le code ai centri vaccinali l'amministrazione sanitaria regionale ha messo in campo personale e organizzazione adeguati alla sfida. Tuttavia, evidentemente, questo non basta, se è vero che proprio all'interno della Chinatown pratese si moltiplicano gli appelli alla vaccinazione come strumento di salvaguardia e salute.

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Settembre 2021, 19:37
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