Mafalda, l'influencer e il focolaio nel suo paese irpino: «A Mirabella Eclano il virus ci sta portando via i nostri cari»

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di Michele Galvani

«La storia che voglio raccontarvi riguarda la mia città, Mirabella Eclano, dove sono nata e cresciuta, ormai diventata una delle zone più a rischio Covid in Campania: a causa della presenza di diversi focolai, risulta essere il primo paese in Irpinia per numero di contagi positivi». Mafalda De Simone è una blogger e influencer molto attiva. Ha migliaia di follower su Instagram, ma stavolta la studentessa di giurisprudenza vuole mettere da parte il suo "lato leggero della vita" per dare spazio a un momento drammatico del suo piccolo paese: una delle tante realtà italiane di cui si parla poco, troppo poco. Mafalda racconta: «Prima la notizia del contagio di un’insegnante delle scuole elementari che ha destato molta preoccupazione ed ha portato alla chiusura delle scuole, poi la notizia che la metà dei partecipanti ad una gita di pellegrinaggio presso il santuario di Padre Pio risultavano positivi al Covid-19, purtroppo uno di questi non ce l’ha fatta: poco dopo essere stato ricoverato all’ospedale Moscati di Avellino è morto».

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In seguito si è appresa la notizia «che nella nostra zona si è sviluppato un altro focolaio in un centro dialisi, dove tutti sono stati contagiati, malati, infermieri e dottori, un uomo di 56 anni che si sottoponeva alle cure della dialisi il 20 ottobre ha perso la vita; tanto lo sgomento nel nostro paese, era una persona conosciuta e amata da tutti. Quello che stiamo vivendo in questo momento sembra così surreale, mai avrei pensato che in un paese così piccolo, dove ci conosciamo tutti, sarebbe accaduto tutto questo. Siamo arrivati a quota oltre 150, ma molti sono quelli entrati in contatto con persone risultate positive al virus e quindi saranno previsti altri drive-in per accertare altre positività. Le frazioni di Mirabella Eclano non sono state ancora conteggiate, ma molti sono i positivi, presto si saprà anche tale numero».

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Mafalda spiega cosa le è successo: «Purtroppo questo maledetto virus ha portato via anche una persona a me molto cara, fin quando non si vive sulla propria pelle non si può comprendere in profondità cosa significa. Era stato contagiato in un centro dialisi a Mirabella Eclano. La perdita di una persona significativa della nostra vita – un genitore, un compagno, un figlio, un fratello, una persona amica – è sempre una ferita che ci investe profondamente nella nostra interiorità. Proviamo un dolore vivo, lancinante che ci riempie d’angoscia e disperazione. In questo tempo del coronavirus si prova una sofferenza non solo per la vita della persona cara che si è improvvisamente interrotta, ma anche per il rimpianto che la morte sia avvenuta senza la nostra presenza: senza un abbraccio, un saluto, un ringraziamento, talvolta anche senza un perdono: comunque senza una mano stretta nell’altra, senza un rito condiviso con altre persone che le erano legate a testimoniarne la vita e il legame affettivo. Morire ai tempi del coronavirus ed essere in lutto in questo tempo sono esperienze di enorme solitudine. Come influencer farò del mio meglio per lanciare ai miei follower messaggi di speranza e di conforto e combatterò per far capire che questo virus va affrontato con serietà, ad oggi sono ancora molti a non aver compreso la gravità. Questo virus ci ha fatto capire che non esistono distinzioni. E poi, ci fa fatto comprendere anche un’altra cosa fondamentale: l’importanza del nostro tempo e delle persone che amiamo».

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Ottobre 2020, 16:42
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