IL CASO

Indi Gregory, rinviato lo stop ai supporti vitali: «Domani udienza in Corte d'appello»

Le ultime notizie in diretta sul caso della bambina inglese affetta da una rara malattia genetica

Distacco macchinari sospeso fino a esito udienza di domani

Ancora ore di speranza per Indi Gregory. L'appello sulla possibilità di trasferire la giurisdizione del caso al giudice italiano verrà discusso domani a partire dalle ore 12 ora inglese (le 13 in Italia) e di conseguenza il termine per il distacco dei supporti vitali è prorogato fino all'esito di tale udienza. Lo fanno sapere i legali della famiglia Gregory. La notizia arriva da Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus, e dall'avvocato Simone Pillon, che stanno seguendo gli sviluppi del lato italiano della vicenda in contatto con i legali inglesi e la famiglia.

Pillon: «Tutto rinviato, domani udienza in Corte d'Appello»

«Tutto rinviato. Domani alle ore 12 udienza in Court of Appeal». Tornano a strappare qualche ora i genitori di Indi Gregory. A dare via X la notizia della "tregua" temporanea è Simone Pillon, il legale che segue la famiglia in Italia. «Nel frattempo», ricorda, sono state «attivate dall'Italia le procedure ex articolo 9 e 32 della Convenzione dell'Aja. I genitori di Indi ancora ringraziano di cuore l'Italia per quello che sta facendo. La speranza divampa», commenta il legale.

 

Prorogato di due ore il distacco dei supporti vitali

Il termine per il distacco dei supporti vitali alla piccola Indi è stato prorogato di due ore: sarà alle 16.00 inglesi, le 17.00 italiane. Lo fanno sapere i legali della famiglia Gregory. La notizia arriva da Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus, e dall'avvocato Simone Pillon, che stanno seguendo gli sviluppi del lato italiano della vicenda in contatto con i legali inglesi e la famiglia.

Era fissato alle ore 15 italiane.

Il papà di Indi: «E' una combattente, grazie Italia»

«Pensiamo che sia nel miglior interesse di Indi venire in Italia per ricevere le cure che potrebbero aiutarla a respirare, aprendo una valvola attraverso l'impianto di uno stent, per poi poterci concentrare sulla sua malattia mitocondriale che può essere trattata con queste terapie. Sappiamo che Indi è una combattente, lei vuole vivere, e non merita di morire. Grazie». Lo ha affermato il padre della piccola Indi, Dean Gregory, in un video trasmesso da La7, ringraziando l'Italia per il suo impegno.

Cei: "Togliere supporti medici vitali a malati non è gesto umanitario"

La Conferenza Episcopale Italiana richiama al valore della vita e sottolinea come oggi ci siano «troppe vite negate». «La vita dei malati e disabili gravi viene giudicata indegna di essere vissuta, lesinando i supporti medici e arrivando a presentare come gesto umanitario il suicidio assistito o la morte procurata». Le parole dei vescovi italiani richiamano alla mente il caso di Indi Gregory, la bimba inglese alla quale potrebbero essere staccati i supporti vitali.

La Cei, nel Messaggio per la Giornata per la Vita, che sarà celebrata il 4 febbraio, parla anche dell'aborto. «La vita dei bambini, nati e non nati, viene sempre più concepita come funzionale ai desideri degli adulti e sottoposta a pratiche come la tratta, la pedopornografia, l'utero in affitto o l'espianto di organi. In tale contesto l'aborto, indebitamente presentato come diritto, viene sempre più banalizzato, anche mediante il ricorso a farmaci abortivi o "del giorno dopo" facilmente reperibili».

Pillon: "In un mondo normale i bimbi non si lasciano morire"

«Non c'è nulla di più difficile che argomentare l'ovvio: pagine e pagine per spiegare che i bambini non si lasciano morire. In un mondo normale basterebbero 2 lettere: no». È l'amara riflessione, affidata a X, di Simone Pillon, legale della famiglia Gregory in Italia. «Diciotto ore di atti da leggere, scrivere, tradurre - scrive - Poi penso a Dean in ospedale con la sua piccola e vado avanti».

«Sono solo concentrato sul salvare la vita di mia figlia e fare ciò che è nel migliore interesse di Indi». Dean Gregory, il papà della piccola Indi Gregory, la bimba affetta da una rara malattia del Dna mitocondriale per la quale è stata disposta l'interruzione dei supporti vitali, non si arrende. «Lei merita una possibilità», ha spiegato alla Bbc, dopo l'ultima pronuncia del giudice che ha negato ieri anche la possibilità di gestire il fine vita a casa, in quanto ritenuto non nel miglior interesse della bambina e «quasi impossibile» da realizzare al domicilio senza rischi di complicazioni.

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Ma il papà obietta: «Ha un Paese che si offre di pagare per tutto: dobbiamo solo portarla lì, così non costerà nulla all'ospedale o al governo». I medici che curano Indi al Queen's Medical Center di Nottingham ribadiscono di non poter fare altro per lei. I genitori avevano chiesto che potesse tornare nella loro casa a Ilkeston, nel Derbyshire. Un'opzione che non è stata ritenuta praticabile.

La famiglia farà appello, come spiegato dal Christian Legal Centre, che li sostiene. Ma il tempo è poco, perché il giudice ha stabilito che i trattamenti che tengono in vita Indi potranno essere interrotti dalle 14 (15 ora italiana) di oggi.

I medici, riporta la Bbc hanno detto al giudice che Indi era attualmente «chiaramente angosciata, agitata e dolorante» e che, pur potendo l'estubazione avvenire ovunque in teoria, le sue cure successive dovrebbero essere «gestite da professionisti qualificati con risorse a disposizione per affrontare le complicazioni e ridurre al minimo il disagio».

La motivazione è dunque questa. «Tutti pensano: "Perché non la lasciano andare?". Non hanno nulla da perdere», riflette Dean Gregory che si è detto sicuro del fatto che se Indi avesse avuto il permesso di viaggiare in Italia, avrebbe potuto essere salvata. Keith Girling, direttore medico del Nottingham University Hospitals (NUH) Nhs Trust ha dichiarato di essere consapevole del fatto che «è un momento incredibilmente difficile per Indi e la sua famiglia, e i nostri pensieri sono con loro oggi. A seguito della decisione dell'Alta Corte, la nostra priorità - ha assicurato - rimarrà quella di fornire a Indi cure specialistiche adeguate alle sue condizioni e in linea con le indicazioni della corte, sostenendo la sua famiglia in ogni modo possibile».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 Novembre 2023, 19:27
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