«Covid-19, mortalità inferiore a quella dell'influenza». Studio sui test sul sangue in Giappone

Virus, «mortalità inferiore a quella dell'influenza stagionale». Studio sui test sul sangue in Giappone

Il dato, sul fronte della lotta al coronavirus, è sorprendentemente incoraggiante: la mortalità effettiva del Covid-19 sarebbe dello 0.01%, inferiore persino a quello dell'influenza stagionale più mite, ma sono gli stessi ricercatori giapponesi a mettere le mani avanti invitando alla prudenza. Del resto fin dallo scoppio della pandemìa gli esperti si sono divisi sui criteri di valutazione della mortalità del virus e sulla comparazione con gli effetti delle ondate influenzali che ogni anno colpiscono il mondo con conseguenze più o meno pericolose. Per non dire del modo non omogeneo di calcolare la mortalità nel mondo.

Fase 2, le ordinanze regionali: dalle messe subito alla manutenzione alle seconde case
​​Covid 19 in Russia, contagiato il premier Mishustin. Il virus accelera: oltre 100 mila casi
Covid, le donne meno colpite degli uomini: responsabili ormoni e vitamina D

La ricerca arriva dal City Medical Center Hospital di Kobe, città di 1.5 milioni di abitanti a ovest di Osaka sulla costa orientale del Giappone. Una città che in tempi normali è meta per tutto l'anno di un forte flusso turistico anche internazionale.



I medici dell'ospedale, che vanta un istituto universitario e solide collaborazioni internazionali, hanno effettuato test sul sangue di mille persone (un campione significativo) che sono entrate in ospedale per motivi diversi dall'epidemia di coronavirus, che nel paese ha comunque innescato misure di contenimento assai meno severe che in Italia. 

Ebbene, come riporta Nhk-World Japan, le analisi hanno rivelato che presentava tracce di anticorpi del Covid-19 il 3,3% delle persone (33) che hanno frequentato gli ambulatori dell'ospedale nel mese di marzo e nella prima parte di aprile. Se proiettati sulla popolazione della città - spiegano i medici - questi dati possono far pensare che almeno 50mila abitanti di Kobe siano stati infettati. Molti di più di quelli attualmente noti.

QUI IL VIDEO

Il direttore dell'ospedale, Kihara Yasuki, ha detto che effettivamente è possibile che molte più persone del previsto siano state infettate dal virus senza subirne le conseguenze e che siano adesso portatori degli anticorpi.

Una circostanza allora che potrebbe far pensare a una mortalità dello 0,01% (un decesso ogni 10mila malati) per il coronavirus, retrocesso così, in fatto di pericolosità, a meno di una normale influenza. Uno scenario che a sua volta potrebbe guidare i governi nella scelta delle misure di contenimento del virus allo scopo di non causare ulteriori rallentamenti all'economia. Tema pesantissimo ovunque, a cominciare proprio dal Giappone, ad esempio, costretto a posticipare le Olimpiadi. 

A questo punto però i medici dell'ospedale giapponese invitano alla prudenza nella valutazione dei risultati della loro ricerca: ricordano che va tenuto conto dell'accuratezza dei test e del fatto che il loro campione è costituto solo da persone che hanno frequentato gli ambulatori del loro ospedale. Questo dato sulla presunta bassa mortalità del Covid-19 che arriva da Kobe deve ora essere affiancato dai risultati di altre ricerche effettuate in Giappone. 

E il professor Katsuda Yoshiaki della Kansai University of Social Welfare consiglia di rispettare il distanziamento sociale e la permanenza in casa perché le persone infette potrebbero essere molte di più di quelle ufficialmente note.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 4 Maggio 2020, 16:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA