Vaccino Covid, i medici di Washington: «Trovato uno 10 volte più forte degli attuali, non ha bisogno di essere congelato»

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di Michele Galvani

Una scoperta che, a breve, potrebbe essere fondamentale: un nuovo vaccino Covid 10 volte più forte di quelli attualmente in sperimetazione nel mondo. Alcuni scienziati affermano infatti, di aver sviluppato un vaccino sperimentale contro il coronavirus che è molto più potente di altri già in fase di studio. Nelle ricerche condotte sui topi, il team della University of Washington School of Medicine ha fatto sapere che questo vaccino ha innescato una risposta immunitaria 10 volte più forte all'infezione rispetto a quella osservata nei sopravvissuti a Covid-19. Inoltre, ha anche provocato una «forte risposta delle cellule di memoria», in cui il corpo ricorda il virus invasore per produrre anticorpi più rapidamente se infetto. Il team afferma che il suo vaccino non richiede la conservazione nel congelatore come quelli prodotti da altre società, il che rende più facile la produzione e la spedizione in tutto il mondo. Tutto questo, non appena sarà ufficialmente pronto. Sui tempi non ci sono ancora certezze, anche se questo appare comunque come un passo in avanti molto importante.

 

«Speriamo che la nostra piattaforma di nanoparticelle possa aiutare a combattere questa pandemia che sta causando così tante vittime nel mondo», ha detto il dottor Neil King, il professore di biochimica presso la UW School of Medicine. «La potenza, la stabilità e la producibilità di questo vaccino, lo differenziano da molti altri in esame: le nanoparticelle, sia naturali sia sintetiche, imitano le caratteristiche strutturali dei virus, che spesso sono di dimensioni nanometriche. Ciò rende più facile che le nanoparticelle si adattino alle dimensioni e alla forma dei recettori del virus. Il candidato vaccino di UW Medicine mostra 60 copie del dominio di legame del recettore del coronavirus, che il virus gli consente di agganciarsi ai recettori del corpo per entrare nelle cellule», ha spiegato ancora King, mostrandosi fiducioso sull'efficacia della ricerca stessa.

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Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Cell”: le vaccinazioni hanno anche provocato una forte risposta dei linfociti B, che si bloccano sulla superficie di un patogeno invasore e li contrassegnano per la distruzione da parte di altre cellule immunitarie. I ricercatori dicono che questo può aiutare a proteggere le persone dall'infezione da ceppi mutati del virus. Il team ha aggiunto che questo vaccino non ha bisogno di essere conservato a temperature di congelamento, come quelle sviluppate da Pfizer Inc e Moderna Inc, il che potrebbe consentire una vaccinazione globale molto più rapida.

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 4 Novembre 2020, 16:38
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