Studio sul vaccino: «Fortissima risposta immunitaria in chi si ammalò di Sars»
di Raffaele Alliegro

Vaccino, «fortissima risposta immunitaria in chi si ammalò di Sars». Effetti moltiplicati sulle varianti

Una fortissima risposta immunitaria è stata registrata nelle persone che venti anni fa si ammalarono di Sars e oggi si sono vaccinate contro il Covid. Lo ha reso noto “Nature”, aggiungendo che l'effetto si è verificato anche contro le ultime varianti. E questo alimenta la speranza che sia possibile creare un vaccino capace di combattere più coronavirus.

“Nature” ha riportato i risultati di uno studio pubblicato sul “New England Journal of Medicine”. E ha ricordato che il Sars-CoV-2 appartiene al gruppo dei coronavirus cosiddetto dei sarbecovirus, che include anche quello che ha causato la Sars. Tutti i sarbecovirus usano le ormai famose proteine spike per entrare nelle membrane delle cellule. E possono passare dagli animali all'uomo, come hanno fatto sia nella pandemia attuale che nell'epidemia di Sars del 2002-2003. «Il fatto che sia successo due volte negli ultimi due decenni fa capire che si tratta di un gruppo di virus a cui dobbiamo prestare molta attenzione», afferma David Martinez, immunologo virale dell'Università della Carolina del Nord a Chapel Hill.

Ma come è nato lo studio? L'anno scorso, ricorda “Nature”, Linfa Wang, una virologa della Duke-Nus Medical School di Singapore, ha avuto l'idea di verificare quanti anticorpi avevano sviluppato le persone che si erano ammalate di Sars. Ha scoperto quindi che queste persone avevano conservato difese immunitarie contro la Sars ma non contro il Covid. E la cosa è stata abbastanza sorprendente visto che i due virus sono correlati. Ma ancor più sorprendente è stata la scoperta successiva.

Covid, il plasma dei pazienti guariti non è efficace e può peggiorare la situazione clinica: lo studio su Nature

Continuando nelle sue ricerche, quando sono iniziate le campagne vaccinali Linfa Wang ha verificato che otto persone, guarite dalla Sars quasi venti anni fa, dopo il vaccino della Pfizer avevano sviluppato un livello altissimo di anticorpi contro entrambi i virus. Non solo: avevano anche prodotto una forte risposta immunitaria contro le tre varianti del Sars-CoV-2 che oggi preoccupano di più, cioè l'Alpha, la Beta e la Delta. Una risposta così potente non era mai stata osservata in precedenza, né nelle persone vaccinate né in quelle guarite dal Covid. Secondo i ricercatori una protezione così ampia potrebbe derivare dal fatto che il vaccino stimola la memoria del sistema immunitario in relazione alle regioni del virus Sars che sono presenti nel Sars-CoV-2 e forse anche in molti altri sarbecovirus.

Vaccini efficaci «con due dosi, non c'è bisogno della terza»: nuovo studio su Lancet

Dunque in futuro un vaccino capace di combattere contro i sarbecovirus potrebbe essere somministrato nelle aree a più alto rischio, limitandone all'origine la potenziale diffusione, ha detto a “Nature” Christopher Barnes, biologo strutturale della Stanford University in California. E Barton Haynes, immunologo della Duke University School of Medicine di Durham, nella Carolina del Nord, ha aggiunto che bisognerà esaminare la possibilità che la stessa risposta immunitaria si verifichi nelle persone vaccinate contro il Covid a cui venga somministrato un vaccino di richiamo contro la Sars.

Mascherine chirurgiche o di stoffa? Ecco come funzionano per ridurre diffusione virus. Il maxi-studio

È possibile infatti che in questo modo si riesca a proteggerle efficacemente sia dalle varianti del Covid sia da altri sarbecovirus. Linfa Wang ha detto a “Nature” che ricerche preliminari sui topi suggeriscono che questo sarebbe possibile. E ha fatto sapere che sta già lavorando a un altro studio sullo stesso argomento, oltre che a potenziali vaccini contro più sarbecovirus.

 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Settembre 2021, 11:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA