Donna muore contagiata contemporaneamente da due varianti. Gli scienziati: «Non era vaccinata»
di Riccardo De Palo

Covid, donna muore contagiata contemporaneamente da due varianti. Gli scienziati: «Non era vaccinata»

Una donna di 90 anni morta per il Covid nel marzo scorso in Belgio, aveva contratto due varianti del coronavirus allo stesso tempo, Alfa e Beta, ovvero quella inglese e quella sudafricana.  I medici che hanno riportato il caso all’attenzione dei media hanno riferito che la donna non era stata vaccinata, e che probabilmente aveva contratto l’infezione da due persone diverse. 

 

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Donna muore contagiata contemporaneamente da due varianti

Di questo caso - il primo documentato con strumenti clinici - si è discusso nel corso di un congresso medico europeo di microbiologia clinica e malattie infettive. Ma non si tratterebbe dell’unico di questo tipo avvenuto nel mondo. Simili rari casi di doppia infezione possono effettivamente capitare. Nel gennaio scorso, in Brasile era stato riscontrato il caso di due persone che avevano contratto due varianti, una delle quali era la Gamma, riscontrata per la prima volta proprio nel paese sudamericano. Inoltre, i ricercatori portoghesi hanno trattato un diciassettenne che sembrava avere contratto un secondo ceppo di coronavirus, mentre si stava riprendendo dalla precedente infezione. 

 

 

Nel caso della donna novantenne, in seguito deceduta, sono stati compiuti esami specifici. E i test di laboratorio hanno provato che l’infezione era stata causata simultaneamente da due varianti, Alfa e Beta. La ricercatrice belga Anne Vankeerberghen, che lavora in un ospetdale di Aalst ha detto al convegno che «entrambe queste varianti stavano circolando in Belgio al tempo dell’infezione, per cui è possibile che la signora abbia contratto separatamente i due ceppi del virus, da due persone diverse. Purtroppo, però, non sappiamo come questo sia successo». La donna, infatti, viveva sola, ma «aveva molti aiutanti che si prendevano cura di lei». Risulta anche difficile capire se la doppia infezione abbia avuto un ruolo nel veloce peggioramento delle sue condizioni.

 

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Come noto, la grande diffusione del virus, e quindi la sua costante replicazione, causa la nascita di nuove varianti.  La Delta, al momento, è quella che si è rivelata “vincente” sul piano evolutivo per la sua maggiore contagiosità. Per fortuna, gli attuali vaccini si sono rivelati efficaci per contrastarla, e soprattutto per limitare ricoveri e decessi. E ci sono aziende, come la Pfizer, che preparano nuovi sieri “disegnati” proprio per poter colpire con maggiore efficacia le varianti. La “terza dose” che forse si rivelerà necessaria dovrebbe avere proprio questa funzione.

 

 

 

La Bbc ha consultato sul caso il professor Lawrence Young, virologo presso l’Università di Warwick, che non si è detto sorpreso di trovare in uno stesso paziente due varianti diverse. Tuttavia, “occorrono nuovi studi”, ha precisato, per capire se questi casi di doppia infezione possano essere evitati dalla vaccinazione o possano provocare una malattia più grave. 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Luglio 2021, 09:52
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