Malattie croniche: obesità e diabete sono i nuovi nemici

Allarme steatoepatite non alcolica per accumulo di grasso: nel tempo può causare danni permanenti, con fibrosi, che poi possono portare alla cirrosi e all’insufficienza epatica

Malattie croniche: obesità e diabete sono i nuovi nemici

di Maria Rita Montebelli

I tradizionali nemici del fegato sono le sostanze tossiche, alcune infezioni virali, i traumi, le metastasi da tumori extra-epatici.

L’alcol resta uno dei principali fattori di rischio. L’abuso provoca, infatti, l’infiammazione e l’ingrossamento dell’organo il cui esito finale è spesso la cicatrizzazione del tessuto epatico (cirrosi).


IL METABOLISMO 

Ma sempre più importanti, come causa di malattie croniche del fegato, stanno diventando le malattie metaboliche, in particolare obesità e diabete, che possono danneggiarlo favorendo l’accumulo di grasso al suo interno. 
Questo grasso può essere benigno (steatosi epatica o fegato grasso non causato da alcol) ma in un caso su cinque può infiammare il fegato, dando luogo alla cosiddetta steatoepatite non alcolica. Questa infiammazione del fegato nel tempo può causare danni permanenti, con comparsa di fibrosi, che a sua volta può portare alla cirrosi e all’insufficienza epatica. Inizialmente non si avverte nulla. La steatosi è quasi tutta asintomatica ed è solo quando la fibrosi raggiunge dimensioni molto cospicue che comincia ad avvertirsi il classico dolore sotto l’arco costale di destra. Un segnale da non trascurare. Fra i sintomi più comuni dell’insufficienza epatica acuta sono inclusi ingiallimento della pelle e della sclera degli occhi, dolore nella parte alta destra dell’addome, nausea, vomito, un senso di malessere generale, difficoltà di concentrazione, confusione, disorientamento e sonnolenza.
A rischio cirrosi non sono solo le persone che abusano di alcol, ma anche quelle con obesità e con diabete non controllato.

Una piccola rivoluzione ha investito qualche mese fa anche la classificazione delle malattie del fegato. È stato deciso di abolire nella definizione della patologia ogni riferimento all’alcol e al grasso e inserendo invece la M di malattia metabolica che comprende obesità, obesità viscerale, resistenza insulinica e dislipidemia.


I FARMACI

Al momento non esistono terapie per questa condizione anche se fervono le ricerche in questo campo. Dati incoraggianti stanno arrivando dai nuovi farmaci anti-obesità e anti-diabete (GLP-1 analoghi) e da efruxifermin, un farmaco appositamente studiato per la steatoepatite.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 11 Gennaio 2024, 07:49
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