Johnson & Johnson, Speranza: «Vaccino va utilizzato». Fauci: «Solo un caso su un milone». Consegna dosi rinviata in Europa

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Johnson & Johnson, slitta la consegna dei vaccini in Europa dopo i casi di coaguli di sangue e lo stop negli Usa. L'annuncio di J&J «di ritardare in modo proattivo» il lancio del suo vaccino contro il Covid in Europa è arrivato, dunque, dopo la decisione della Fda di sospendere l'utilizzo del preparato del gruppo negli Stati Uniti dopo che sono stati riportati alcuni casi di trombosi.

 

Speranza, J&J vaccino importante che dovrà essere utilizzato

 

«Abbiamo fatto oggi una riunione con i nostri scienziati e l'Aifa e siamo in collegamento con l'Ema: valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perchè è un vaccino importante», ha detto a Porta a porta il ministro della Salute Roberto Speranza dopo la sospensione del vaccino J&J negli Usa a seguito della segnalazioni di alcuni casi di eventi trombotici.

«La scelta statunitense è precauzionale - ha detto ancora Speranza -, la scelta di J&J di non immettere in commercio immediatamente in Ue il vaccino è anch'essa una scelta di natura precauzionale. Il nostro auspicio è di poter al più presto sciogliere questi nodi, e usare anche questo vaccino. Intanto c'è stata una scelta nelle ore successive al pronunciamento delle autorità regolatoria Usa di sospendere il vaccino di J&J da parte della stessa azienda, che ha scelto di rinviare per un tempo limitato l'immissione in commercio in tutti i paesi europei di questo vaccino. È un vaccino importante e che ha una caratteristica che ha particolare significato perchè riesce a immunizzare con una sola dose anzichè due dosi. È chiaro che rispetto alla scelta fatta dagli Usa, l'azienda ha scelto di non immettere immediatamente sul mercato il vaccino in Europa e di fare prima - ha concluso - i controlli sui dati americani».

 

Fauci, in Usa problemi J&J meno di un caso su un milione

 

I problemi dai vaccini Johnson & Johnson «sono un evento estremamente raro. Ce ne sono stati sei su 6,85 milioni di dosi somministrate, il che vuole dire meno di uno su un milione». Lo afferma Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive.

 

 

Il comunicato

 

In un comunicato il gruppo americano indica che sta esaminando questi casi con le autorità sanitarie europee e che sta lavorando a stretto contatto con esperti medici e autorità sanitarie. J&J aggiunge inoltre di sostenere fortemente la comunicazione aperta di queste informazioni agli operatori sanitari e al pubblico.

«La sicurezza il il benessere delle persone che utilizzano i nostri prodotti - recita il comunicato J&J - è la nostra priorità numero uno. Siamo a conoscenza di una malattia estremamente rara che coinvolge persone con coaguli di sangue in combinazione con piastrine basse in un piccolo numero di individui che hanno ricevuto il nostro vaccino Covid-19 - prosegue il comunicato -. I centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) e la Food and Drug Administration (Fda) stanno esaminando i dati che coinvolgono sei casi statunitensi segnalati su oltre 6,8 milioni di dosi somministrate. Per un'abbondanza di cautela, il Cdc e la Fda hanno raccomandato una pausa nell'uso del nostro vaccino». Il Cdc e la Fda, conclude il comunicato, hanno reso disponibili informazioni sul corretto riconoscimento e gestione a causa del trattamento unico richiesto con questo tipo di coaguli di sangue. Le autorità sanitarie consigliano alle persone che hanno ricevuto il nostro vaccino Covid e sviluppano forti mal di testa, dolore addominale, dolore alle gambe o mancanza di respiro entro tre settimane dalla vaccinazione di contattare il proprio medico».

 

«Un morto e una persona in condizioni critiche dopo il vaccino»

 

Un morto e una persona in condizioni critiche in Usa dopo aver ricevuto il vaccino Johnson&Johnson. Lo affermano le autorità sanitarie americane illustrando il perché hanno consigliato una pausa nella somministrazione dopo aver riscontrato sei casi di problemi.

 

La sospensione

 

Mentre stanno arrivando le prime dosi di Johnson&Johnson in Italia a Pratica di Mare, gli Stati Uniti chiedono dunque una sospensione sul vaccino J&J dopo alcuni casi di coagulazione. Lo riporta il New York Times sottolineando che la Food and Drug Administration e il Centers for Disease Control smetteranno di usare il vaccino nei siti federali e solleciteranno gli Stati a fare lo stesso in attesa delle indagini sui problemi di sicurezza.

 

Vaccini, l'Australia blocca l'acquisto di Johnson & Johnson e frena su AstraZeneca: «Casi di coaguli»

 

Il quotidiano statunitense scrive che i sei casi sotto il riflettore riguardano donne tra i 18 e i 48 anni. Una donna è morta e una seconda donna è stata ricoverata in condizioni critiche. Quasi sette milioni di persone negli Stati Uniti hanno ricevuto i vaccini Johnson & Johnson. Dopo il caso americano, è convocata la riunione al Ministero della Salute a Roma per fare il punto insieme all'Agenzia del farmaco. Proprio oggi era previsto l'arrivo in Italia delle prime 184mila dosi del vaccino, attesissimo anche perchè monodose.

 

«Oggi la Food & Drug Administration e i Cdc hanno diffuso una dichiarazione riguardo al vaccino Johnson&Johnson» si legge in una dichiarazione pubblicata dalla Fda, l'agenzia che autorizza i farmaci negli Usa, su Twitter. «Come misura precauzionale, raccomandiamo una pausa dell'uso del vaccino», conclude il tweet in cui si annuncia una conferenza stampa per oggi alle 10, le 16 in Italia.

«Al momento queste reazioni avverse sembrano estremamente rare», scrive la Fda.

 

Covid, vaccini: è la settimana di Johnson & Johnson

 

Ora cosa succede? Quello è avvenuto per AstraZeneca in Europa. Gli scienziati della Fda e del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention: Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) esamineranno insieme i possibili legami tra il vaccino e il raro disturbo della coagulazione e determineranno se la FDA deve continuare ad autorizzare l'uso del vaccino per tutti gli adulti. 

 

Le reazioni italiane

 

«E’ bene che sul vaccino Johnson & Johnson ci sia una decisione rapida, chiara, definitiva, senza tentennamenti ed incertezze. Bisogna evitare di fare ciò che è stato fatto con il vaccino Astrazeneca. Le autorità si pronuncino con una voce sola, anche perché negli USA si trovano in una situazione totalmente diversa avendo già somministrato alla popolazione milioni di dosi. Mi auguro che si mantenga un livello di razionalità e di pragmatismo, il rischio di una tempesta perfetta è molto alto», ha scritto in una nota l'assessore alla Sanità del Lazio Alessio D'Amato.

«Un film già visto, anche Astrazeneca ha avuto questo percorso, ma i vaccini sono sicuri. Non allarmiamoci, il numero dei casi sospetti di Johnson& Johnson è inferiore a quelli di Astrazeneca, ma non vuol dire che non sono sicuri, è più pericoloso non fare il vaccino». Così il ministro Mariastella Gelmini a Tgcom 24 sul caso esploso negli Usa. «Ci sarà un incontro dei ministri europei della salute, ma sono sicura che sarà riconosciuto come sicuro come già successo per Astrazeneca», ha aggiunto.

«Il vaccino Johnson & Johnson è simile a quello AstraZeneca, e simili purtroppo potrebbero essere anche gli effetti collaterali». Lo scrive su twitter Roberto Burioni, virologo dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dopo lo stop dalla Fda al vaccino Janssen contro Covid-19 negli Usa in seguito a sei casi di trombosi rare (su circa 7 milioni di somministrazioni negli Usa) riscontrati in donne che avevano ricevuto l'immunizzazione. «Indispensabile - sottolinea Burioni - una sorveglianza accurata e un'attenzione particolare alla comunicazione».

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 14 Aprile 2021, 10:40
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