Tumore della prostata, un'app per decidere se intervenire subito o iniziare la terapia farmacologica

Tumore della prostata, un'app per decidere se intervenire subito o iniziare la terapia farmacologica

La diagnosi è cancro della prostata: intervento o cura farmacologica? La decisione potrebbe arrivare anche da una app. A questo questo progetto stanno lavorando i ricercatori del Dipartimento di urologia dell'Erasmus University Medical Center di Rotterdam. L'annuncio al congresso della Società italiana di urologia in corso online.

I ricercatori olandesi sono stati incaricati dalla Fondazione Movember (si occupa di studi mirati alla salute dell'uomo) di coordinare lo sviluppo di un database globale per la sorveglianza dei pazienti con questo tipo di cancro (progetto GAP3). I dati di un campione di 14.380 persone (il più ampio disponibile al mondo) hanno confermato la possibilità di arrivare a uno strumento ad hoc capace di elaborare e produrre stime accurate sull'aggressività della malattia. L'applicazione “risponderà” in base a una serie di parametri: l'età, i livelli di Psa (l'antigene prostatico specifico), i dettagli della biopsia, i fattori genetici. 

«Si tratta di un progetto ambizioso con un impatto clinico potenzialmente importante - rileva Francesco Porpiglia, responsabile dell'Ufficio Scientifico della Siu - inquadrare correttamente il paziente a basso rischio permetterà di evitare interventi potenzialmente inutili e consentirà di concentrare le risorse operatorie per quelli con malattia più aggressiva». l cancro della prostata è una delle principali cause di morte negli uomini, colpisce 37 mila italiani ogni anno, provocando 7 mila morti. Ma la sopravvivenza in Italia a dieci anni è pari al 90% e circa il 70% dei pazienti non corre alcun pericolo immediato: in questi casi si parla di cancro a rischio basso o intermedio. Negli ultimi 10 anni, a un numero crescente di pazienti(nel nostro Paese circa 26 mila persone) è stata data la possibilità di entrare in protocolli di sorveglianza attiva, piuttosto che essere trattati immediatamente, ma purtroppo il 38% degli uomini che iniziano abbandona entro 5 anni. 


Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Ottobre 2020, 19:54
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