Emicrania, la patologia invalidante che colpisce 8 milioni di italiani: sintomi, diagnosi e cure

Emicrania, la patologia invalidante che colpisce 8 milioni di italiani: sintomi, diagnosi e cure

di Maria Rita Montebelli
C'è una "stanza" virtuale su Facebook, dove le persone si incontrano, raccontano le loro storie, condividono disagi e sofferenze e, almeno per una volta, si sentono meno sole e incomprese. È "Viverla tutta", il luogo social delle persone che soffrono di emicrania, che non è un comune mal di testa come qualcuno ancora lascia scritto nei commenti, ma una patologia neurologica invalidante.
Secondo l'Oms è la seconda causa di disabilità nel mondo, colpisce circa 8 milioni di italiani, per la maggior parte donne, come rivela anche una recente indagine dell'Istituto Superiore di Sanità.
Il dolore dell'emicrania è una sofferenza invisibile, difficile da descrivere e che si presta alla banalizzazione. Ma il suo impatto sull'esistenza di una persona spesso è devastante. Un dolore incomunicabile, che riesce a prendere forma grazie alla medicina narrativa e che fluisce finalmente libero e compreso nel racconto di chi lascia la sua storia sul profilo Facebook "Viverla tutta", che fa parte di una campagna Pfizer.

EMOZIONI

«Questa non è vita scrive Maria Luisa Ho l'emicrania da quando avevo 5 anni, ne ho 42. Ho perso gran parte delle cose belle che avrei potuto fare. Ti distrugge anche emotivamente, oltre che fisicamente. Il più delle volte non sei capito«. Le storie di Maria Luisa e le altre, aiutano a capire quale sia l'impatto dell'emicrania, malattia che secondo un sondaggio dell'Istituto Piepoli è ancora poco conosciuta e decisamente sottovalutata.
L'emicrania può essere così intensa e frequente da condizionare la vita al punto di indurre le persone a smettere di studiare («Ne soffro da quando avevo 12 anni confessa Irene e smisi di studiare a 16 perché gli attacchi erano diventati insopportabili») o di lavorare. E a pesare, oltre al dolore che pervade e dirotta persino il flusso dei pensieri, spesso è anche lo stigma. «Ti capisce solo chi ci è passato scrive Enza - per gli altri non hai voglia di fare niente, ti piangi addosso». «Anche i dottori di famiglia completa il pensiero Krystyna non credono che soffri tanto».
La soluzione al problema non è ancora a portata di mano, anche perché l'universo emicrania è molto variegato e non esistono terapie a "taglia unica". Ma uno spiraglio di luce, soprattutto negli ultimissimi anni si comincia ad intravvedere. E anche i veterani di questa condizione, mostrano un cauto ottimismo. «Ho 75 primavere scrive Lella - e mi ha fatto compagnia tutta la vita. Da due faccio la terapia. Sono rinata».
L'emicrania è una forma ricorrente di mal di testa che può presentarsi come dolore pulsante, concentrato in uno o più punti della testa; può accompagnarsi a nausea, vomito, disturbi visivi, ipersensibilità alla luce, ai suoni o agli odori. Nelle forme croniche dura più di 15 giorni al mese.

RELAZIONI

«Il primo elemento emerso da questa indagine ricorda Livio Gigliuto, presidente esecutivo dell'Istituto Piepoli è il grande livello di sofferenza, spesso sottovalutata, che deve affrontare chi soffre di emicrania».
Un paziente scrive: «Come se ci togliessero frammenti di vita. Per chi soffre di emicrania infatti, è impossibile fare qualunque cosa, come lavorare o relazionarsi con gli altri, per ore o giorni». Chi ne soffre insomma chiede cure sempre più efficaci. «Ma anche un maggior riconoscimento sociale dell'emicrania conclude Gigliuto - anche attraverso campagne di sensibilizzazione, per superare lo stigma sociale, che si aggiunge alla loro grande sofferenza».
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Novembre 2023, 06:51
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