Diabete, allarme crescita: la malattia “ruba” milioni di anni nel mondo

Diabete, allarme crescita: la malattia “ruba” milioni di anni nel mondo

I numeri del diabete stanno crescendo in modo vertiginoso ed oggi questa malattia '“ruba milioni di anni di vita alla popolazione mondiale. A descrivere l'esplosione della patologia, confermando l'allarme per un'epidemia che non si arresta, sono i diabetologi riuniti al congresso dell'Associazione americana di diabetologia (Ada). Nel 2040, secondo le stime, il numero complessivo di diabetici nel mondo sfiorerà i 650 milioni e già oggi è salito a 415 milioni. Un'epidemia che non risparmierà l'Italia, dove ci sono quasi 4 milioni di diabetici cui si aggiunge un milione di pazienti che non sanno di esserlo e 10 milioni di prediabetici, ad altissimo rischio di ammalarsi nel giro di breve tempo. Ma anche in aree in cui nel 2000 il diabete era pressoché sconosciuto, come l'Asia, oggi il problema è esploso, principalmente a causa del cambiamento delle abitudini alimentari: il Paese con il numero più alto di diabetici è oggi la Cina, con 100 milioni di pazienti e altri 400 milioni di persone con prediabete, seguita dall'India con 65 milioni di pazienti e 200 milioni di prediabetici.

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«Il diabete accorcia la vita di circa 3 anni  - spiega Francesco Giorgino, ordinario di Endocrinologia all'Università di Bari Aldo Moro -. Inoltre, riduce anche il numero di anni passati in buona salute: chi ha il diabete deve spesso affrontare una qualche forma di disabilità che incide sulla qualità di vita in media fino a 9 anni prima rispetto a chi non è malato. Questo significa che il diabete
ruba letteralmente milioni di anni di vita e di buona salute alla popolazione mondiale e anche agli italiani». Nonostante tale scenario allarmante, «l'attenzione su questa malattia è ancora carente e si tratta di una patologia che continua ad essere sottovalutata - afferma Enzo Bonora, ordinario di endocrinologia e malattie metaboliche all'Università di Verona -. È una malattia '“orfana di attenzione da parte dei cittadini ma anche delle istituzioni, eppure solo in Italia si registrano 125mila decessi l'anno a causa del diabete». A fronte di ciò, tuttavia, «oggi meno del 50% dei pazienti usufruisce di assistenza specialistica presso i Centri di diabetologia. Il paziente, infatti, spesso non viene indirizzato al centro o non lo conosce». Ma le criticità non finiscono qui: «Complessivamente meno del 10% dei pazienti italiani riceve la prescrizione di un medicinale innovativo, soprattutto perché ci sono barriere burocratiche e culturali che ne impediscono un utilizzo più ampio. Possono essere prescritti infatti solo dallo specialista con un piano terapeutico». Inoltre, rileva Bonora, «i diabetologi in Italia sono solo circa 2000, tropo pochi; in 30 anni si è infatti raddoppiato il numero dei diabetici in Italia, da 2 a 4 milioni, ma non quello dei diabetologi». Insomma, averte l'esperto, «va ripensata la modalità di assistenza per questi pazienti. Si pensi solo che studi hanno dimostrato come la visita diabetologica riduca la mortalità per questi pazienti del 20%. Ciò significa che circa 15mila morti l'anno potrebbero essere evitate». 
Lunedì 10 Giugno 2019, 12:57
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