Vaiolo delle scimmie, tre casi a Roma. Spallanzani al lavoro per isolare il virus
di Camilla Mozzetti

Vaiolo delle scimmie, tre i casi a Roma. Spallanzani al lavoro per isolare il virus: «Così capiremo se il vaccino protegge»

Ieri il primo caso, un uomo di 40 anni rientrato dalle Canarie

La conferma è arrivata questa mattina a pochi minuti dalla conferenza stampa allo Spallanzani: sono in tutto 3 i casi accertati di vaiolo delle scimmie nella Capitale. Ma «la prima cosa che voglio dire - spiega il direttore generale dello Spallanzani Francesco Vaia - è che non c’è alcun tipo di allarme. Attualmente sono ricoverate tre persone con infezione confermata da Monkeypox virus. Sono tre giovani che non riferiscono contatti tra loro anche se due di loro sono rientrati recentemente dalle Canarie mentre il terzo ha riferito di essere rientrato da Vienna». Il paziente zero, un quarantenne italiano, è stato scoperto giovedì dopo che l’uomo martedì 17 maggio si era recato al policlinico Umberto I accusando sintomi para influenzali ed una strana eruzione cutanea.

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I medici visitandolo hanno avuto subito il sospetto che si trattasse di vaiolo. Da qui la comunicazione al Seresmi e allo Spallanzani che ha poi accertato la positività del 40enne al Monkeypox. L’uomo era da pochi giorni rientrato a Roma dalle Canarie. Per quanto riguarda gli altri casi accertati si tratta sempre di due uomini che giovedì si sono recati allo Spallanzani accusando gli stessi sintomi del paziente zero. Le condizioni di tutti non destano preoccupazione ne’ al momento è stata disposta una terapia a base di antivirali specifici. I sintomi comuni ai tre: ghiandole rigonfie ed eruzione. La prossima settimana il laboratorio di virologia dello Spallanzani isolerà il virus che ha colpito questi uomini. L’isolato Virale renderà possibile eseguire una serie di indagini a partire dal confronto con il sangue di chi, entro il 1981, ha ricevuto il vaccino contro il vaiolo poi abrogato e questo per stabilire, ad esempio, se i vaccinati hanno comunque anticorpi idonei a rispondere all'attuale virus del vaiolo delle scimme. La trasmissione da uomo a uomo caratterizza la buona parte dei casi accertati in Europa nei giorni scorsi.

 

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«Per quanto riguarda la trasmissione sessuale, non si può ancora definire una malattia a trasmissione esclusivamente sessuale - puntualizza il primario dell’Uoc Immunodeficienze virali Andrea Antinori - e non bisogna stigmatizzare questa situazione, è un’ondata diversa da come l’abbiamo conosciuta negli anni precedenti. Si trasmette per contatti stretti che non sono solo sessuali». Emanuele Nicastri, direttore sanitario dello Spallanzani aggiunge: «Dobbiamo ricondurre le manifestazioni cliniche di questa malattia alla normalità di una malattia infettiva che stiamo studiando ora, pur essendo il virus conosciuto da anni». Massimo Andreoni in qualità di direttore della Società italiana di Malattie infettive ha tenuto a ribadire: «Siamo in una situazione di tranquillità, c’è attenzione ma nulla di più. L’isolamento del virus che verrà fatto è fondamentale perché ci permetterà di capire il grado di protezione delle persone vaccinate contro il vaiolo umano perché ad ora non c’è un vaccino per questo virus specifico. Ma potremmo capire quanto la popolazione italiana è resistente a questo virus». L’assessore Alessio D’Amato infine: «Stiamo eseguendo il tracciamento ogni positivo si porta dietro almeno dieci contatti».

 
 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Maggio 2022, 23:53
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