Vaccino unico contro influenza e Covid: il piano per il prossimo autunno
di Francesco Padoa

Vaccino unico contro influenza e Covid: il piano per il prossimo autunno

Vaccino unico, è la nuova frontiera. Molte le aziende farmaceutiche che stanno lavorando per questo traguardo. Un unico vaccino per combattere sia l’influenza sia il Covid. Un modo per cercare di gestire al meglio le campagne vaccinali di massa, nel caso in cui serva un richiamo annuale per il coronavirus. Ha già avviato le sperimentazioni l’americana Novavax, i cui primi risultati sarebbero positivi. Anche Pfizer-BionTech e Moderna sono all’opera. Potrebbe essere pronto per il 2022, in tempo per la stagione invernale, anche se secondo altri, a sorpresa, potrebbe arrivare anche prima.

Vaccino unico, studi e verifiche

«Le aziende iniziano a muoversi verso i vaccini combinati, Covid e influenza - spiega Emanuele Montomoli, professore ordinario di Igiene all'università degli studi di Siena e responsabile scientifico di VisMederi, spin off dell'università per studi clinici - Per il prossimo autunno avere un vaccino di questo tipo sarà però molto difficile a meno che qualcuna di queste non abbia lavorato in sordina finora e stia tenendo qualcosa nel cassetto che la comunità scientifica ancora non conosce. In questo momento, da verifiche fatte, ci sono solo studi in corso. Anche se qualcuno di questi si dovesse concludere in estate è molto difficile che l'approvazione arrivi per la prossima stagione influenzale, cioé in autunno. Probabile che il prossimo anno la vaccinazione antinfluenzale, normalmente prevista per ottobre-novembre 2021 venga fatta in concomitanza con il richiamo Covid. Mentre, per la stagione successiva, autunno 2022, ci potrà essere un vaccino unico. Questo processo potrebbe essere accelerato, qualora ci sia qualcosa di ancora non conosciuto. Non escludo, anche se mi sembra difficile, che - conclude - una Big Pharma, ad esempio Pfizer, possa fare a breve un comunicato su uno studio di efficacia per valutare la combinazione dei due vaccini».

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Probabilmente lo farà a breve Moderna, anche se l'immissione sul mercato del nuovo vaccino dell'azienda americana non viene annunciato come immediato. «Il nostro obiettivo è mettere a punto un unico vaccino contro influenza e coronavirus. Ci sono però i test da completare, le autorizzazioni da ottenere. Metterei in preventivo uno o due anni». Così Andrea Carfi, a capo della ricerca sulle malattie infettive di Moderna, coordinatore degli scienziati che hanno messo a punto il vaccino contro il Covid. «L’efficacia contro il coronavirus è incoraggiante. Abbiamo un ventaglio di malattie da affrontare, dall’Hiv al virus respiratorio sinciziale che mette in pericolo i neonati. A breve partiranno i test clinici per il vaccino contro l’influenza. L’Rna permette di aggiornarlo rapidamente ai nuovi ceppi e di aumentare l’efficacia rispetto all’attuale. Per il richiamo in autunno stiamo testando tre opzioni. La prima è una terza somministrazione della versione corrente del vaccino, per rialzare il livello degli anticorpi. La seconda è un richiamo con l’Rna aggiornato alla variante sudafricana. La terza opzione è un mix dei due vaccini, e dai primi dati clinici sembra la migliore. Stiamo inoltre per presentare la richiesta alle agenzie regolatorie in Europa e Stati Uniti, nella fascia d’età dai 12 fino ai 18 anni. La risposta immunitaria degli adolescenti è buona, come negli adulti».

Da pochi giorni sono stati presentati i dati relativi alla terza fase di sperimentazione del vaccino Novavax contro il Covid. Da quanto emerso il suo siero avrebbe una efficacia del 90% ed entro l’estate dovrebbe essere approvato sia in Europa che negli Stati Uniti. I test sono stati eseguiti su 30mila volontari. Un'altra sperimentazione ha riguardato un sottogruppo di 431 soggetti, ai quali è stato inoculato dall’Università di Londra, oltre al vaccino anti-Covid, anche quello antinfluenzale. Dai risultati sembra che il siero contro l’influenza non faccia diminuire la copertura contro il Covid-19. Gli anticorpi sarebbero comunque alti, con effetti collaterali leggeri ma più frequenti. Tra questi, al 60% di coloro che hanno ricevuto il doppio vaccino, si è manifestato un dolore al braccio, febbre e stanchezza. Tra chi invece ha fatto solo il vaccino anti-Covid, la percentuale è del 46%. L’antinfluenzale che è stato associato al vaccino Novavax durante la sperimentazione è uno di tipo tradizionale, prodotto da Seqirus, facente parte della multinazionale australiana Csl. Entrambi utilizzano il metodo delle proteine ricombinanti, anche se sono due prodotti diversi. Potremmo già avere l’iniezione unica dal prossimo autunno, sempre che arrivi il via libera delle autorità regolatorie. Ma ancora si devono dare tante risposte. Una delle quali riguarda la durata del vaccino anti-Covid, ancora non chiara del tutto. Sembra possa aggirarsi intorno ai 12 mesi. Una terza dose dovrebbe quindi venire inoculata dall’inizio del 2022. Mentre la campagna antinfluenzale, perché sia efficace, deve avvenire nel tardo autunno, a novembre o al massimo ai primi di dicembre.

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Ma perché i due vaccini unificati? Quali sono i vantaggi? Come è possibile? Entrambi i virus mutano molto velocemente. Con la tecnica tradizionale delle proteine ricombinanti, l’iter di solito ha inizio in primavera per avere le fiale pronte per ottobre. La nuova tecnica dell’Rna può invece essere aggiornato rapidamente ai nuovi ceppi. Circa due le settimane previste per la preparazione in laboratorio, ovvero il tempo che serve per riscrivere la sequenza di Rna più aderente alla variante che si trova in circolazione. Previsto lo stesso lasso di tempo per essere prodotto in fabbrica. Prima o poi potrebbe quindi arrivare anche un vaccino antinfluenzale a Rna. Ovviamente prima dovrà superare tutte le fasi della sperimentazione e difficilmente sarà pronto per il prossimo autunno. Moderna è leggermente in anticipo, starebbe infatti già per partire con i test sull’uomo.

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Giugno 2021, 09:57
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