Vaccini, seconda dose, l'Oms: «Nessun dato sulla loro intercambiabilità»

Vaccini, seconda dose, l'Oms: «Nessun dato sulla loro intercambiabilità»

L'Oms ha confermato l'inesistenza di «dati adeguati» sull'intercambiabilità dei vaccini. L'Organizzazione mondiale della sanità ribadisce quindi di non poter fare una raccomandazione su un cambio del vaccino anti-Covid tra due dosi, come la Francia intende fare per gli under 55 che hanno ricevuto una prima dose di AstraZeneca. «Non ci sono dati adeguati per dire se questa scelta può essere fatta» e quindi gli esperti dell'organizzazione hanno concluso «che l'interscambiabilità dei vaccini non è qualcosa che si può raccomandare in questa fase» ha detto Margaret Harris, portavoce dell'Oms. red-Ale Nel frattempo, questa mattina la Francia ha reso noto che le persone con meno di 55 anni che hanno ricevuto una prima dose di AstraZeneca riceveranno la seconda di un altro vaccino anti-coronavirus.

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AstraZeneca e trombosi: «Nesso plausibile ma non confermato»

Un nesso causale tra il vaccino di AstraZeneca e il raro verificarsi di coaguli di sangue con piastrine basse viene «considerato plausibile ma non confermato», secondo quanto dichiarato ieri dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. All'inizio della giornata, l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha confermato che i casi di coaguli di sangue con piastrine basse sono stati associati alla somministrazione del vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca, ma che questi dovrebbero essere indicati come effetti collaterali molto rari. In una dichiarazione provvisoria, il Comitato Consultivo Globale sulla Sicurezza dei Vaccini (GACVS) dell' OMS ha affermato che gli eventi sottoposti a valutazione sono molto rari, essendo stati riportati numeri bassi rispetto ai quasi 200 milioni di individui che hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca in tutto il mondo.

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Tuttavia, sono necessari studi specializzati per comprendere appieno il possibile nesso e quindi il Comitato continuerà a raccogliere e riesaminare ulteriori dati. Al contempo, il GACVS ha aggiunto che i rari eventi avversi che seguono le immunizzazioni devono essere valutati rispetto al rischio di morte per Covid-19 e al potenziale dei vaccini di prevenire le infezioni e ridurre i decessi. Secondo le statistiche dell' OMS, alla data di ieri, in tutto il mondo sono morte almeno 2,6 milioni di persone a causa del virus. Diversi Paesi europei hanno già fermato o sospeso il lancio del vaccino AstraZeneca a seguito dei rischi segnalati. Ieri, l' OMS ha dichiarato che gli effetti collaterali, per lo più lievi e di natura locale, sono 'previstì e 'comunì entro 2 o 3 giorni dalla vaccinazione.

 

 

Ha anche raccomandato che gli individui che manifestino qualsiasi sintomo grave, come mancanza di respiro, dolore al petto, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici come mal di testa gravi e persistenti o visione offuscata, piccole macchie di sangue sotto la pelle al di là del sito di iniezione, da circa 4 a 20 giorni dopo la vaccinazione, dovrebbero cercare urgentemente assistenza medica. Secondo il GACVS, «nelle campagne di vaccinazione estese è normale per i Paesi identificare potenziali eventi avversi dopo l'immunizzazione», tuttavia «questo non significa necessariamente che gli eventi siano legati alla vaccinazione stessa, ma devono essere ad ogni modo indagati per garantire che qualsiasi problema di sicurezza sia affrontato rapidamente». Infine ha aggiunto che «i vaccini, come tutte le medicine, possono avere effetti collaterali. La loro somministrazione si basa su un'analisi del rapporto rischi-benefici».


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Aprile 2021, 09:59
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