Ue, pass vaccinale obbligatorio: così i cittadini europei potranno spostarsi per lavoro e turismo
di Stefano Porciello

Covid e viaggi, Ue: pass vaccinale obbligatorio. Così ci si potrà spostare per lavoro e turismo

«Questo mese presenteremo una proposta legislativa per un Pass verde digitale. L'obiettivo è fornire una prova che una persona è stata vaccinata, i risultati dei test per coloro che non hanno ancora potuto fare il vaccino, informazioni sulla ripresa dal Covid-19. Rispetterà la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy». È questo il tweet con cui la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato ieri mattina il progetto di un pass vaccinale che dovrebbe consentire «gradualmente» ai cittadini europei di spostarsi nell'Ue o all'estero per lavoro e turismo.

Oltre la privacy / Perché serve il passaporto per chi è immunizzato


IL PACCHETTO

Il pacchetto sarà presentato il 17 marzo, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas dopo la videoconferenza dei ministri della Salute Ue. «Sarà una proposta legislativa. Quindi non sarà un optional, ma avrà il valore di uno strumento legale sulla base dei Trattati per il libero movimento» ha detto Schinas, chiarendo che arriverà sul tavolo dei leader Ue al Consiglio europeo del 25 marzo.
Il Pass riguarderà solo la libertà di movimento attraverso le frontiere e non ciò che si potrà o meno fare all'interno di uno Stato membro, chiariscono dalla Commissione, mentre dal Regno Unito giungono segnali di apertura per un dialogo sul tema. L'annuncio arriva dopo che giovedì scorso Ursula von der Leyen aveva spiegato che se gli Stati membri avessero voluto i certificati vaccinali pronti entro l'estate si sarebbero dovuti muovere velocemente e aveva indicato in circa tre mesi il tempo necessario per implementarli.

 

 


Nella mattinata di ieri, intanto, anche il Commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni ha appoggiato l'idea di un passaporto vaccinale europeo durante il suo intervento al Forum Ansa Un nuovo Patto Ue per la crescita. «Bene se si riesce a creare uno strumento comune europeo», ha detto. Gentiloni ha parlato di un'intesa europea sul certificato vaccinale entro l'estate come di un possibile «scenario positivo» che consentirebbe di aiutare i settori dell'economia ancora «molto colpiti come quello del turismo e dei viaggi», ma ha anche notato come ci sia bisogno di un bilanciamento tra gli interessi della ripresa di alcuni settori economici e la necessità di evitare discriminazioni tra cittadini, visto che non tutti avranno la possibilità di vaccinarsi in tempo.


L'EQUILIBRIO


«Non sarà un equilibrio facilissimo da stabilire», ha detto: «Ma intanto lavoriamo» per evitare il rischio di frammentazione e regole diverse tra Stati membri. Uno scenario che complicherebbe, invece di semplificare, la situazione. L'annuncio della Commissione arriva in un periodo di grande dibattito sugli effetti della vaccinazione sui diritti e lo status dei cittadini. Proprio ieri il Garante per la Privacy italiano a detto «No» a possibili pass vaccinali per accedere a locali o fruire di servizi senza una legge nazionale «conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali». La nota del Garante non si riferisce alla proposta Ue, ma è rivolta ai decisori pubblici e agli operatori privati italiani tentati dall'idea di usare pass o app sviluppate in autonomia per consentire maggiore libertà di movimento alle persone immunizzate.


«I dati relativi allo stato vaccinale, infatti, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone», ha spiegato il Garante: «Conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali».


Ultimo aggiornamento: Martedì 2 Marzo 2021, 09:54
© RIPRODUZIONE RISERVATA