Vaccino Moderna unico contro Covid e influenza: «Grazie a Rna è l'inizio di una nuova era di farmaci»

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di Raffaele Alliegro

Un vaccino che permetta di combattere sia il Covid che l'influenza stagionale: è il nuovo obiettivo a cui sta lavorando Moderna. I risultati delle ricerche sono stati presentati dalla stessa azienda, mentre l'Istituto superiore di sanità ha fatto il punto sulla protezione offerta dai vaccini.

 

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Vaccino unico Covid e influenza grazie a Rna

La possibilità di avere un vaccino di richiamo anti Covid-19 e anti-influenza stagionale è dunque uno dei risultati ottenuti dall'azienda biotech americana Moderna grazie alla tecnologia dell'Rna messaggero (mRna), utilizzata anche per altri vaccini. «Crediamo che la nostra piattaforma mRNA possa risolvere le più grandi sfide sanitarie del mondo, dalle malattie che colpiscono milioni di persone alle malattie ultra-rare che colpiscono decine di persone, alle terapie personalizzate», ha detto Stéphane Bancel, chief executive officer di Moderna. «Crediamo - ha aggiunto - che questo sia solo l'inizio di una nuova era di farmaci». Oltre al doppio richiamo anti-Covid e anti influenza, Moderna sta lavorando a 37 programmi in fase di sviluppo, per 22 dei quali sono in corso studi clinici. Fra i vaccini anti-Covid ci sono anche quattro candidati diretti a contrastare due delle varianti più minacciose, le cosiddette Voc (Variants of concern), la Beta e la Delta: due di questi vaccini sono giunti alla fase 2-3 della sperimentazione clinica. Gli altri programmi di ricerca dell'azienda comprendono un candidato vaccino pediatrico contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) e contro il Metapneumovirus umano (Hmpv). Positivi, ha reso noto l'azienda, i dati provvisori della sperimentazione di fase 1 del candidato vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) negli adulti più anziani, dai quali emerge un aumento significativo degli anticorpi neutralizzanti.

 

 

Efficacia dei vaccini

Intanto, l'Istituto superiore di sanità ha diffuso le sue ultime analisi sull'efficacia dei vaccini. È «forte» la riduzione del rischio di infezione da Covid nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate: 77% per la diagnosi, 93% per l'ospedalizzazione, 96% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi. I dati aggiornati confermano, senza lasciare dubbi, la protezione che sta contribuendo a ridurre in queste settimane i contagi da Covid in Italia, ma che ha soprattutto ridotto drasticamente il numero dei morti e dei ricoverati. L'analisi all'8 settembre sulla protezione e l'efficacia vaccinale pubblicato nel report esteso dell'Istituto superiore di sanità, indica che il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni per i non vaccinati è stato circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo. L'efficacia della vaccinazione incompleta nel prevenire l'infezione è pari al 63%, mentre quella della vaccinazione completa è pari al 77,3%. L'efficacia nel prevenire l'ospedalizzazione sale all'84,1% per la vaccinazione con ciclo incompleto e al 93,4% per quella con ciclo completo. Nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all'90,8% per la vaccinazione con ciclo incompleto e al 95,7% per il ciclo completo.

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 Settembre 2021, 09:22
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