Ippolito (Istituto Spallanzani): «Giusto vaccinare i giovani, maggiori diffusori Covid»
di Mauro Evangelisti

Vaccini, Ippolito (Spallanzani): «Giusto immunizzare i giovani, maggiori diffusori Covid»

Giusto proteggere gli anziani e i fragili, ma ora dobbiamo anche convincere i giovani a vaccinarsi. «Abbiamo avuto quattro settimane in cui il numero dei casi è sceso costantemente e progressivamente. Per l’estate è importante che anche i ragazzi siano protetti. I giovani, quando ci saranno dosi a disposizione anche per loro, aderiranno. Solo gli stupidi non si vaccineranno».

Il professor Giuseppe Ippolito è il direttore scientifico dell’Istituto Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e componente del Comitato tecnico scientifico, è uno degli esperti che non si sono mai abbandonati a entusiasmi superficiali, ma ora anche lui vede, finalmente, una situazione in concreto miglioramento. Lei dice che da quattro settimane il numero dei nuovi casi è in diminuzione. Cosa significa? 
«La programmazione che è stata fatta è stata rispettata. Il presidente Mario Draghi aveva parlato di “rischio ragionato” in occasione delle prime riaperture. Oggi possiamo dire che il ragionamento si è rivelato corretto. E gli italiani sono stati bravi, la maggioranza ha rispettato le regole».

Le vaccinazioni finalmente sono divenute più veloci.
«Mano a mano che arriveranno più dosi aumenterà anche il numero di iniezioni che potremo fare ogni giorno. Questo sarà fondamentale».

Nel Lazio si parte con un open day delle vaccinazioni destinato ai maturandi, dunque ai giovanissimi. In molte Regioni si punta a scendere rapidamente con le classi di età in modo da proteggere anche i trentenni e i ventenni in vista dell’estate. Si tratta di una strategia corretta?
«L’apertura progressiva ai giovani è un modo per proteggere tutte le persone. Dipenderà molto dalle dosi di vaccini che avremo a disposizione, ma dovremo coprire anche le classi di età più giovani senza, ovviamente, scoprire le altre, i più anziani. Questo va detto chiaramente, la protezione dei meno giovani deve continuare. Tra quelli che hanno più di sessant’anni, hanno ricevuto almeno una dose poco più del 70 per cento».

Perché un giovane si dovrebbe vaccinare? Mettiamoci nei panni di un ventenne, c’è il rischio che dica: “Chi me lo fa fare, in fondo io non rischio molto”. Questo, però, potrebbe allontanarci da una platea vasta di persone immunizzate tale da ridurre al massimo la circolazione del virus.
«I giovani sono coloro che diffondono di più il virus, sono coloro che si muovono di più. Il rischio di morire, certo, o di ammalarsi gravemente è limitato».

Per settembre e ottobre si aspetta una ripresa del contagio come nel 2020?
«Non ho la palla di vetro, però più persone saranno immunizzate, meno possibilità avremo di vedere aumentare i nuovi casi. La invito di nuovo a guardare al calo di contagi che c’è stato nelle ultime quattro settimane, i nuovi casi si sono più che dimezzati».

Cosa ha causato la flessione? Più persone vaccinate, le chiusure o il caldo che ci consente di restare più a lungo all’aperto?
«Sicuramente le chiusure, anche se meno rigorose rispetto all’anno scorso, hanno funzionato. Ma in queste settimane c’è stato indubbiamente un effetto delle vaccinazioni che ha fatto crollare il numero dei casi e dei decessi nelle fasce più anziane della popolazione. Ora dobbiamo continuare ad eseguire un alto numero di tamponi. E speriamo di vedere diminuire costantemente la percentuale di quelli che risultano positivi. Certo, serve anche quest’estate un po’ di buon senso da parte di tutti. Però lo ripeto: chiunque può, si vaccini».

A qualsiasi età, dunque, anche se si è giovani.
«Compatibilmente con l’apertura alla propria classe di età».

Cosa si potrà fare per convincere anche i ragazzi a vaccinarsi?
«Spiegare loro che solo gli stupidi non si vaccinano. Vaccinarsi è un atto allo stesso tempo di altruismo e di egoismo. Altruismo perché contribuisci a fermare la circolazione del virus. Egoismo perché se ti vaccini potrai vivere un’estate migliore, avrai più possibilità di spostarti grazie al green pass. Ovviamente anche da vaccinati è giusto sempre usare la testa».

Lei pensa che alla fine si vaccineranno in molti?
«Glielo ripeto, solo gli stupidi non si vaccineranno».

Un trentenne che ha già prenotato per Mykonos magari ha già la testa altrove.
«No, non è così, i dati sulla non accettazione vaccinale sono bassi. E al trentenne che ha già prenotato per Mykonos consiglio di vaccinarsi prima di partire, almeno con una dose».
 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Maggio 2021, 09:55
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