Il report Inail: «Crollo dei contagi sul lavoro dopo le vaccinazioni»
di Valentina Errante

Vaccino, crollo dei contagi sul lavoro dopo la campagna di immunizzazione: il report dell'Inail

Crollano i contagi da covid -19  tra i sanitari e sul lavoro grazie alle vaccinazioni. E' il dato che emerge dal diciottesimo rapporto Inail, l'Istituto per l'Assicurazione per gli infortuni sul lavoro, che ha rilevato come, negli ultimi cinque mesi analizzati (il report si ferma a giugno 2021)  l'incidenza della sanità e assistenza sociale sia scesa sotto la soglia del 41%, posizionandosi su livelli ancora più bassi dell'estate 2020, grazie all'efficacia delle vaccinazioni, che hanno coinvolto prioritariamente il personale sanitario. Per altri settori produttivi, si registrano invece incidenze in crescita, nonostante il calo in termini assoluti dei contagi professionali denunciati rispetto al quadrimestre ottobre 2020-gennaio 2021. 

 

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Le professioni

Secondo il report della Consulenza statistico nell'ultimo periodo esaminato, ossia dopo la vaccinazione dei sanitari, i settori più colpiti sono stati i trasporti, il commercio, i servizi di alloggio e ristorazione, i servizi di informazione e comunicazione e il manifatturiero, che tra febbraio e giugno raccolgono complessivamente  quasi un terzo dei casi (32,2%), contro l'8,5% della «prima ondata» (fino a maggio 2020 compreso), il 29,0% della fase «post lockdown» (da giugno a settembre 2020) e il 10,6% della «seconda ondata» (ottobre 2020-gennaio 2021).

 

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I sanitari

Dall'analisi per professione degli infortunati emerge che poco più di un quarto dei decessi (25,6%) ha riguardato il personale sanitario e socio-assistenziale. Nel dettaglio, la categoria dei tecnici della salute è quella più coinvolta dai contagi, con il 37,6% delle denunce complessive, l'82,7% delle quali relative a infermieri, e il 10,3% dei casi mortali codificati (il 68,1% infermieri). Seguono gli operatori socio-sanitari con il 18,4% delle denunce (e il 4,3% dei decessi), i medici con l'8,6% (5,7% dei decessi), gli operatori socio-assistenziali con il 7,0% (2,5% dei decessi) e il personale non qualificato nei servizi sanitari (ausiliario, portantino, barelliere) con il 4,7% (3,4% dei decessi).

L'incidenza dei contagi, dopo la vaccinazione del personale sanitario, è cresciuta negli altri settori. In testa, gli impiegati amministrativi, con il 4,5% delle denunce e il 10,3% dei casi mortali,gli addetti ai servizi di pulizia (2,3% dei contagi e 2,1% dei decessi), i conduttori di veicoli (1,3% dei contagi e 7,3% dei decessi), gli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia (0,9% dei contagi e 2,5% dei decessi), e gli addetti alle vendite (0,7% dei contagi e 2,7% dei decessi). L'incremento in termini di incidenza, osservato negli ultimi cinque mesi per alcune categorie, come gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali, passati dal 4,4% del quadrimestre ottobre 2020-gennaio 2021 al 9,1% del periodo febbraio-giugno 2021, o i professori della scuola primaria, passati dallo 0,8% al 2,9%, è dovuto alla consistente diminuzione che ha caratterizzato le professioni della sanità, sia in valore assoluto che relativo.

Sono circa 2.800, in particolare, le infezioni di origine professionale di insegnanti, professori e ricercatori di scuole di ogni ordine e grado e di università statali e private, riconducibili sia alla gestione dei dipendenti del Conto dello Stato sia al settore Istruzione della gestione Industria e servizi. 

 

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Il territorio

Al Nord-Ovest spetta anche il primato negativo dei casi mortali di contagi su lavoro da Covid-19 da inizio pandemia, con il 38,7% dei decessi denunciati (prima la Lombardia con il 26,8%). Seguono il Sud con il 24,8% (Campania 11,7%), il Centro con il 17,4% ( Lazio 10,6%), il Nord-Est con il 12,9% (Emilia Romagna 6,5%) e le Isole con il 6,2% (Sicilia 5,4%). È quanto emerge dal 18esimo report della Consulenza statistico attuariale dell’ Inail. Nel confronto con il dato complessivo dei contagi sul lavoro segnalati all’ Inail dall’inizio della pandemia, per i casi mortali si osserva una quota più elevata al Sud (24,8% contro il 12,7% riscontrato nelle denunce totali) e un’incidenza inferiore nel Nord-Est (12,9% rispetto al 24,5%). Le province con più decessi sono quelle di Roma (7,9%), Bergamo, Milano e Napoli (con il 7,0% ciascuna), Brescia (4,5%), Torino (3,8%), Cremona (2,8%), Genova (2,5%), Bari, Caserta e Parma (2,3% ciascuna). 

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Luglio 2021, 15:07
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