Vaccino, mappa e calendari: reazioni avverse per 7mila pazienti su 1,5 milioni di dosi

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di Claudia Guasco

Ci vaccineremo nei palazzetti dello sport, cinema, teatri, aeroporti e fiere. Sono quasi tremila gli hub pronti, è in arrivo l’accordo con i medici di famiglia per le somministrazioni, entro giugno saranno 40 milioni le dosi iniettate e 20 milioni di italiani vaccinati. Comincia a delinearsi la mappa nazionale del piano di profilassi anti Covid, in attesa dell’arrivo delle fiale di AstraZeneca e del recupero dei ritardi nella consegna di dosi da Pfizer e Moderna. Mercoledì le Regioni sono state informate che il cronoprogramma è cambiato in conseguenza della redistribuzione delle forniture delle dosi di Pfizer-BioNTech e Moderna e dell’indicazione dell’Aifa di somministrare il siero di AstraZeneca solo a chi ha più di 18 anni e non oltre 55.

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LE FASI

La buona notizia è che la fase 3 del piano è stata anticipata, grazie alla disponibilità dei vaccini tornata ai livelli inizialmente annunciati: quindi le prenotazioni e le somministrazioni su milioni di persone sotto i 55 anni di diverse categorie, dagli insegnanti alle forze armate ai lavoratori dei servizi essenziali, cominceranno probabilmente già dalla prossima settimana con il vaccino AstraZeneca. Questa fase avverrà in parallelo alla conclusione della fase 1, quella che riguarda ultra ottantenni e che sfrutta i vaccini di Pfizer e Moderna. Fase 1 e fase 3 procederanno insieme attraverso due percorsi paralleli. I vaccini Pfizer e Moderna verranno utilizzati per i soggetti fragili e più anziani, mentre il vaccino AstraZeneca per i soggetti tra i 18 ed i 55 anni, già da febbraio. Le 4 fasi della campagna di vaccinazione sono così composte: Fase 1: operatori sanitari e socio-sanitari, ospiti Rsa e over 80. Fase 2: persone da 60 anni in su, persone con fragilità di ogni età, gruppi sociodemografici a rischio più elevato di malattia grave o decesso, personale scolastico ad alta priorità. Fase 3: personale scolastico, lavoratori di servizi essenziali e dei luoghi a rischio, carceri e comunità, persone con patologia moderata di ogni età. Fase 4: tutta la popolazione rimanente.

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SPUTNIK

L’avvio contemporaneo di fase 1 e 3 punta ad abbassare la letalità della pandemia, mentre con la Fase 3 e Fase 4 si punta a limitare la diffusione del virus. Oltre a questo, sono state definite nuove categorie prioritarie per la fase 2, che se non ci saranno intoppi comincerà ad aprile coinvolgendo le persone fragili e quelle con meno di sotto gli 80 anni, fino ai 55. Già dalla settimana scorsa la produzione di vaccini è tornata regolare, così come le consegne. Pfizer ha comunicato che la produzione aumenterà dal 15 febbraio mentre AstraZeneca ha ottenuto il parere favorevole dell’Agenzia europea per i medicinali e dell’Aifa, ma consigliando «un utilizzo preferenziale, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide». Intanto, per aumentare l’arsenale di dosi, le Regioni premono sul governo affinché venga preso in considerazione anche il russo Sputnik. Quanto al vaccino Reithera, spiega il direttore generale dell’Agenzia del farmaco Nicola Magrini, «c’è un tempo di sviluppo più lento, siamo ancora alla programmazione dello studio di fase due, penso siano ancora necessari 4/6 mesi per questa fase in funziona anche dei risultati».

SICUREZZA

Ma i vaccini fin qui somministrati hanno avuto controindicazioni? Le sospette reazioni avverse segnalate per i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna «sono in linea con le informazioni già presenti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei vaccini e le analisi condotte sui dati fin qui acquisiti confermano il loro profilo di sicurezza», rileva il primo rapporto Aifa sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19. I dati si riferiscono alle segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate tra il 27/12/2020 e il 26/1/2021 per i vaccini in uso nella campagna, e riguardano soprattutto la prima dose del vaccino Comirnaty (99%), che è stato il più utilizzato, e solo in minor misura Moderna (1%). Il Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19 avrà cadenza mensile. Nel periodo considerato sono pervenute 7.337 segnalazioni su un totale di 1.564.090 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 469 ogni 100.000 dosi), di cui il 92,4% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Con Comirnaty sono state osservate anche cefalea, parestesie, vertigini, sonnolenza e disturbi del gusto mentre con il vaccino Moderna, nausea e dolori addominali.

Meno frequenti sono le altre reazioni locali e i dolori articolari diffusi. Come atteso, la febbre è stata segnalata con maggior frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima. Gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi). Del 7,6% di segnalazioni classificate come «gravi», per le quali è in corso la valutazione del nesso causale con i vaccini, tre su quattro, afferma l’Aifa, non hanno richiesto intervento specifico in ambito ospedaliero. Le analisi condotte sui dati fin qui acquisiti, conclude Aifa, «confermano quindi un buon profilo di sicurezza di questi due vaccini a mRNA. L’ampio numero di segnalazioni non implica che siano emerse criticità inattese, ma è indice dell’elevata capacità del sistema di farmacovigilanza nel monitorare la sicurezza».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Febbraio 2021, 10:57
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