Stop alle consegne di AstraZeneca e J&J: l'Italia ora punta su Pfizer e Moderna
di Michela Allegri

Vaccini, stop alle consegne di AstraZeneca e J&J: l'Italia ora punta su Pfizer e Moderna

Sospese le consegne in Italia delle dosi di AstraZeneca e Johnson&Johnson. Questa volta non si tratta di un errore negli approvvigionamenti, o di scarsa disponibilità di fiale: il problema è che nel nostro Paese ormai questi due farmaci immunizzanti non vengono praticamente utilizzati. In magazzino ci sono ancora dosi sufficienti per coprire tutti i richiami e per procedere con nuove vaccinazioni. Addirittura ci sono alcune regioni che hanno chiesto di poter restituire una parte delle forniture: l’Emilia-Romagna, per esempio, ha chiesto di rendere circa 100mila dosi di AstraZeneca che, altrimenti, rischiano di essere sprecate. Il Lazio, invece, ha detto di non avere più bisogno di rifornimenti.

 

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Vaccini, il perché dei tagli

 

Il motivo del taglio è che AstraZeneca e Johnson&Johnson, secondo le raccomandazioni dell’Aifa, dovrebberp essere utilizzati solo per gli over 60, categoria che ha già ottenuto l’immunizzazione e per la quale adesso si stanno solo completando i richiami. A parlare sono i dati. Tra il primo e il 10 luglio in Italia 5,4 milioni di persone sono state vaccinate. Di queste, considerando solo le prime dosi, 1,2 milioni di persone hanno ricevuto Pfizer, 33mila hanno ricevuto Johnson&Johnson - che richiede una sola somministrazione - e 7.273 hanno avuto AstraZeneca. Controllando invece le scorte, emerge che quelle di J&J rappresentano il 45 per cento delle dosi consegnate.

 

 


Intanto lo scorso maggio l’Unione europea ha deciso di non rinnovare il contratto con AstraZeneca. Una scelta che non riguardava la qualità del vaccino, ma il mancato rispetto da parte dell’azienda farmaceutica del calendario delle consegne, soprattutto nella fase iniziale della campagna vaccinale. Bruxelles ha anche avviato un’azione legale per inaffidabilità contro il produttore di vaccini anti-Covid. I giudici hanno disposto che vengano consegnate 80,2 milioni dosi del vaccino di Oxford: 15 milioni di dosi entro il 26 luglio 2021; 20 milioni di dosi entro il 23 agosto 2021; 15 milioni di dosi al 27 settembre 2021. È questo un programma vincolante, che prevede una penale di 10 euro per ogni dose non consegnata.

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Ma come procede in Italia la campagna vaccinale? Secondo i dati aggiornati al 9 luglio, il 36% della popolazione ha completato il ciclo della vaccinazione anti-Covid. Gli italiani che hanno concluso il ciclo vaccinale sono 22.856.167, mentre le dosi complessivamente somministrate sono 56.499.901. In Spagna e Germania le percentuali sono più alte: rispettivamente 44% e 40% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale, mentre la Francia è più indietro: la percentuale è del 35%.

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In Italia, però, ci sono circa 2,5 milioni di over 60 che ancora non hanno ricevuto alcuna dose: un dato che preoccupa gli esperti. E adesso a pesare sulla campagna è anche l’estate: molti italiani hanno scelto di rimandare la prima dose per evitare poi che la seconda iniezione in pieno periodo vacanziero.

 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Luglio 2021, 10:45
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