Vacanze all'estero, come fare se risulti positivo durante il viaggio?
di Giuseppe Scarpa

Vacanze all'estero, come fare se risulti positivo durante il viaggio? Dal Green pass (revocabile) ai Covid-hotel

Qual è il peggior incubo di un turista in questo sventurato anno di pandemia? Contrarre il Covid-19 in vacanza. Oramai succede spesso, a volte, le conseguenze possono essere molto complicate. Anche perché ciò che accade agli italiani che si ammalano fuori dai confini nazionali può dipendere in parte dalla loro pianificazione preliminare del viaggio, in parte dall’organizzazione sanitaria dei Paesi nei quali si trovano in vacanza. 
Alcuni Stati, infatti, hanno strutture di quarantena obbligatorie per coloro che risultano positivi, ma l’efficienza di queste ultime, la loro affidabilità e funzionalità in termini di contenimento del virus, possono variare di molto. Ci sono parecchie testimonianze di turisti che si sono ritrovati a dover trascorrere la quarantena in luoghi a dir poco inadeguati al contenimento del contagio. Bisogna poi considerare che gli italiani si possono muovere, come turisti, all’interno dell’Europa e poi verso Canada, Stati Uniti d’America, Giappone e Corea del Sud. Per altri Paesi l’unica motivazione valida è il lavoro. Ad ogni modo l’Unità di Crisi della Farnesina ha creato un apposito link (https://infocovid.viaggiaresicuri.it) al fine di fornire quante più informazioni possibili ai turisti italiani che decidono di andare all’estero. Nell’articolo verranno affrontati i principali dubbi che “preoccupano” i vacanzieri italiani che hanno deciso di trascorrere un soggiorno oltre confine. La premessa è che, nella sfortunata ipotesi di contrarre il Covid-19 nel Paese in cui si sta trascorrendo la vacanza, ci sarà l’obbligo della quarantena. Dagli esperti è considerato troppo pericoloso muoversi in aereo, in nave o in treno, dal momento che si potrebbero contagiare altri passeggeri.

 

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COSA ACCADE SE CONTRAGGO IL COVID ALL’ESTERO?

Prima di partire per una vacanza fuori dal nostro Paese sarebbe saggio mettere in conto l’ipotesi peggiore: contrarre il Covid-19 e quindi dover soggiornare per ulteriori due settimane nel Paese ospitante. Insomma se si ha la sfortuna di ammalarsi la regola oggi impone la quarantena nel Paese in cui si è deciso di trascorrere la vacanza. Si tratta di rimanere isolati in una struttura apposita per quattordici giorni. 

 

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SE SONO POSITIVO DOVE ALLOGGIO?

L’altro quesito riguarda un tema delicato. Se contraggo la malattia dove alloggio? In Europa i vari Paesi hanno previsto delle strutture per permettere ai turisti di soggiornare in caso di positività riscontrata durante la vacanza. Si tratta dell’equivalente dei nostri “Covid-Hotel”. Ovviamente la qualità di questi alloggi può variare sensibilmente da Paese a Paese e dalla curva di contagi che vi è in quel dato momento. Un’ondata di positivi tra gli stessi turisti potrebbe causare una saturazione delle strutture e una maggiore difficoltà, per gli operatori sanitari locali, di gestire al meglio i vari pazienti-turisti.

 

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CHI PAGA LE SPESE?

Per quanto concerne le spese, ad oggi, dovrebbero essere a carico del Paese in cui si è deciso di trascorrere la vacanza. Questo per quanto concerne l’Unione Europea. Tuttavia un’eventuale ascesa dei contagi su scala continentale, con relativa saturazione dei Covid-Hotel potrebbe cambiare nuovamente lo scenario. 
In generale l’intera materia è suscettibile di cambiamenti. Anche perché i Paesi all’interno dell’Ue hanno una diversa forza economia e organizzativa.

 

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SE HO IL GREEN PASS RIENTRO COMUNQUE?

La risposta è negativa. Ad oggi non offre alcun vantaggio in tal senso. Se si ha il Green Pass e si contrae in vacanza la malattia bisognerà comunque sottoporsi alla quarantena. 
Il certificato è infatti solo concepito per agevolare la libera circolazione in sicurezza dei cittadini nell’Unione europea durante la pandemia. Cioè per entrare dentro un Paese. Ma se in questo Paese ci si ammala il Green Pass perde di efficacia. Questo documento attesta una delle seguenti condizioni: aver fatto la vaccinazione, essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore, essere guariti dal Covid-19 negli ultimi sei mesi. In estrema sintesi se un turista italiano risulta positivo al Covid-19 all’estero durante la vacanza dovrà trascorrere le due settimane di isolamento per evitare di contagiare altre persone. 
 

 

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 11 Luglio 2021, 18:07
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