Terza dose, Israele, GB e Germania apripista. ​L'Italia attende le indicazioni dell'Ema

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di Diodato Pirone

E' un po' come chiedere all'oste quanto è buono il vino, ma secondo i ricercatori Pfizer una terza dose del vaccino anti-Covid rafforza la protezione contro la variante Delta. Nuovi studi mostrano che una terza dose ha effetti neutralizzanti della variante Delta cinque volte maggiori per chi ha un’età fra i 18 e i 55 anni dopo la seconda dose, e 11 volte maggiori per chi si colloca fra i 65 e gli 85 anni.

 

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Terza dose, L'Italia attende l'Ema

 

 

Tuttavia sull'utilità effettiva della terza dose chi avrà la parola definitiva è l'Ema, l'Autorità europea che controlla i farmaci che finora è rimasta silente. Anche l'Oms non si è pronunciata.

Al momento sono essenzialmente tre i paesi che hanno deciso di intraprendere questa strada: Israele, dove dal 1 agosto i sessantenni immunizzati da più di 5 mesi posso ottenere una terza somministrazione,  la Gran Bretagna che partirà a breve dopo l'annuncio del primo ministro Boris Johnson e la Germania che somministrerà la terza dose ai più fragili da settembre.

In Italia - stando agli addetti ai lavori - la terza dose probabilmente sarà riservata agli ultrasessantenni partendo dalle persone fragili, agli immunodepressi e anche a tutti gli operatori sanitari che hanno fatto da apripista nella vaccinazione sul finire dello scorso anno. È sul tavolo al ministero della Salute l’ipotesi di un piano che possa prevedere una terza dose per alcune categorie specifiche di persone, evenienza che in chiave di controllo degli effetti pandemia si rende sempre più concreta guardando al dibattito in corso fra scienziati e autorità sanitarie di diversi Stati.

 

 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 4 Agosto 2021, 11:13
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