Tatuaggi, quando è possibile cancellarli? Con il freddo è il momento giusto

I trattamenti con il laser dovrebbero potersi concludere con l'arrivo della primavera

C’è un tatuaggio da cancellare? Col freddo è il momento giusto

di Barbara Carbone

Disegnarsi il corpo a 20 o 30 anni, per amore o per moda, per poi ripensarci decenni dopo. Succede spesso e non solo ai vip. Aumenta, nel mondo, l’esercito dei “pentiti del tatuaggio”. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità sarebbero circa 7 milioni gli italiani hanno disegni sulla pelle. Almeno un italiano su due si pente di essersi tatuato, soprattutto le donne.

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LA DENSITÀ
Questo, per gli esperti, è il momento di prendere la decisione. Prima che arrivi il caldo e sia più complicato proteggere la zona dalla quale si vuole rimuovere il disegno. Con i laser di ultima generazione, eliminare un tattoo è possibile ma, a volte, può non essere semplice cancellarlo del tutto. A incidere è il colore, la densità e il tipo di pigmento usato nonché il fototipo personale. In tutti i casi, i trattamenti di rimozione tramite laser sono lunghi, costosi e abbastanza dolorosi. «La stagione ideale per la rimozione con laser è l’inverno. Nei mesi estivi l’abbronzatura che raggiungiamo con l’esposizione al sole potrebbe “distrarre” il raggio laser e rendere meno efficace e più rischioso il trattamento» spiega il professor Steven Paul Nisticò, ordinario in Dermatologia Sapienza Università di Roma e responsabile dell’ambulatorio di Laserterapia Dermatologica.


La caratteristica principale del laser è quella di emettere degli impulsi estremamente potenti in tempi brevissimi che hanno il potere di fare esplodere e frantumare le particelle d’inchiostro. Anche in caso di tattoo di piccole dimensioni una sola seduta può non essere sufficiente: il trattamento, di norma, si completa in 4-6 trattamenti di 25 minuti ciascuno, con un intervallo di cinque-sei settimane l’uno dall’altro. 


IL GONFIORE
Il numero minimo per un tatuaggio di piccole dimensioni è di tre sedute, a intervalli di circa quattro/cinque settimane l’una dall’altra.

Diverso è il discorso per i tatuaggi più grandi, il cui numero minimo di interventi necessari è di sette. Dopo il trattamento, l’area trattata può essere arrossata e leggermente gonfia, e possono presentarsi delle croste pruriginose. Tali reazioni si attenuano tuttavia nel giro di pochi giorni senza lasciare cicatrici. I pigmenti del tatuaggio iniziano a sbiadire, diventando più deboli ad ogni seduta, fino a scomparire del tutto. A quanto pare, la moda di dipingersi il corpo con disegni tribali, cuori e date da ricordare sta registrando una rapida inversione di tendenza. A Hollywood non sono poche le star pentite di aver usato l’inchiostro per celebrare il proprio amore. A dare il via al trend è stata Angelina Jolie che, in tempi non sospetti, si fece cancellare il nome dell’ex marito dalla pelle. Seguita da Johnny Depp che ha rimosso dal braccio il nome di Amber Heard. 


LE TECNOLOGIE
Il principale motivo per cui celebrity e comuni mortali ricorrono alla rimozione di un tatuaggio è la fine di un amore. «Il laser utilizza brevi impulsi di luce concentrata che servono per frammentare i pigmenti di colore del tatuaggio. Questi frammenti vengono successivamente eliminati naturalmente dal sistema immunitario del corpo- spiega Steven Paul Nisticò - Il numero di sessioni necessarie può variare a seconda delle dimensioni, dei colori e della profondità del tattoo».  Solitamente al trattamento rispondono meglio i tatuaggi neri e blu scuro anche se, le nuove tecnologie, consentono di trattare adeguatamente anche disegni multicolore. A differenza di quanto si possa pensare, cancellare un tatuaggio, non è cosa semplice e immediata. Il consiglio degli esperti è quello di pensarci bene prima di farlo. Un tatuaggio, soprattutto d’amore, non è per sempre. 
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 9 Gennaio 2024, 22:17
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