Vaccini, l'allarme sul mix da Israele: «Da fare solo in condizioni disperate»

Vaccini, l'allarme sul mix da Israele: «Da fare solo in condizioni disperate»

Arnon Shahar, responsabile della campagna vaccinale in Israele, in un'intervista a QN ha fatto il punto sulla 
querelle riguardante la cosidetta vaccinazione eterologa, ovvero l'utilizzo di una seconda dose con un vaccino anti-Covid diverso rispetto a quello utilizzato per la prima somministrazione: «Mixare i vaccini è una scelta che al momento andrebbe presa solo in condizioni disperate. Sarebbe ragionevole solo se ci fosse un'impennata di casi, non ci fossero abbastanza dosi per proteggere i cittadini e non ci fosse altra scelta. Non ci sono studi sufficienti sulla cosiddetta 'eterovaccinazionè. Per ora è meglio eseguire il richiamo con lo stesso siero», ha detto Shahar.

AstraZeneca, l'Ema precisa: «Rimane autorizzato per tutti, anche per gli under 60»

«In Israele abbiamo avuto poche persone che sono arrivate dall'Inghilterra o anche dall'Italia e che avevano già ricevuto una prima dose di Moderna o AstraZeneca. Il richiamo è stato eseguito con Pfizer, l'unico siero che usiamo qui - aggiunge - non abbiamo visto effetti collaterali. Ci sono alcuni studi, secondo cui mixare i vaccini potrebbe causare una risposta immunitaria più efficace. Ma non sono definitivi. Finché la situazione non sarà chiara, è meglio continuare a iniettare sempre lo stesso siero». Infine sul fatto se sarà necessaria una terza dose di vaccino Arnon Shahar risponde che «è come per il mix di sieri. Dovrà essere la scienza a dircelo e la decisione andrà presa su numeri veri. Non è che se sono passati nove mesi dal richiamo, allora si deve tornare all'hub vaccinale. Procedere per tentativi non è mai la soluzione», conclude.

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Giugno 2021, 19:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA